BLOG APERTO A TUTTI!!
"AUTUNNO" foto di Attilio Pietrogiovanna
AGNER e DINTORNI , vuole essere uno spazio a disposizione di abitanti e frequentatori di questi luoghi.
Ovviamente questo vale anche per associazioni, amministratori locali e per tutti coloro abbiano da proporre tematiche inerenti l'Agordino.
E sopratutto vogliano promuovere tante lodevoli iniziative spesso note ai soli abitanti del paese in cui si svolgono!
Inviateci tramite e-mail il programma di quanto organizzate, con molto piacere, sarà inserito quanto prima su Agner & Dintorni..
giovedì 8 luglio 2010
IL CUORE DELLE DOLOMITI 3
Pubblicato da
Luca Pollazzon
Ulteriori sviluppi sulla provocazione del cuore delle Dolomiti, ecco l'articolo apparso oggi sul GAZZETTINO
mercoledì 7 luglio 2010
IL CUORE DELLE DOLOMITI 2
Pubblicato da
Luca Pollazzon
La provocazione del cuore ha sortito qualche effetto, intanto siamo finiti sul giornale :-)
Confesso che non ero a conoscenza di marchi depositati e quant'altro da parte del comune di Agordo.
E spero si sia capito, che non è volontà mia, ne da parte di nessun altro voler rubare simboli.
Vi è invece il tentativo manifestato più volte dal sottoscritto e da molti altri frequentatori del web, di trovare una formula per coinvolgere i paesi del basso Agordino a fare "sistema"
Uno sforzo comune, volto a potenziare e migliorare l'offerta turistica che attualmente non mi sembra al massimo delle capacità per quei bellissimi luoghi.
Le tante singole lodevoli iniziative, proposte da minuscoli paesini tipo Digoman, ma anche da realtà più importanti, spesso non sono supportate da quel minimo di promozione pubblicitaria.che ne porti la conoscenza oltre ai paesi attigui.
Domenica, vederemo di posizionare simbolicamente qualcosa che indichi la volontà di partire, il cuore poi "pompando" può allargare il giro e unire capillarmente tutte le realtà dell'Agordino..
Al sottoscritto piacerebbe molto.. e voi che ne dite?
sabato 3 luglio 2010
LA VALIGIA DI CARTONE
Pubblicato da
Luca Pollazzon
Di Cherubino Miana
Camminavo l'altro giorno per un vicolo di una borgata vicino a casa mia, era verso sera e stavo guardando una vecchia casa che un'impresa doveva demolire per ricostruire il nuovo. Era una di quelle case tipiche con accanto il fienile e la stalla, sulla sinistra c'erano le stanze da letto, nella parte centrale la dispensa per la conservazione dei prodotti agricoli e sulla destra la bella stua con la stube in pietra, tutto era collegato assieme da un solaio in legno, giù al piano terra oltre alla stalla, che era posta sotto la dispensa, sulla destra c'era il pollaio per le galline ed i colombi e più ribassato il forno per il pane, davanti il classico e sempre presente maestoso noce. Queste case erano fatte in modo che se d'inverno ci fosse stata molta neve tu potevi raggiungere la mucca per "guernarla" darle da mangiare e mungerla, ed il fienile per il fieno, senza toccare la pala per la neve, bastava una scopa per quei pochi fiocchi che, portati dal vento, di traverso, avrebbero potuto interessare la parte protetta.
Quella casa aveva ancora l'aspetto del vissuto e conoscendo l'imprenditore chiesi di poterla visitare prima che l'escavatore facesse la sua opera distruttiva. Dentro avevano levato i mobili dalla cucina e dalle camere da letto, una vecchia stube in pietra intonacata, di quelle fatte ad arco era rimasta come segno nella "Stua" ed i fili intrecciati dell'illuminazione erano ancora di quelli a vista, quelli bianchi che ora stanno tornando di moda nei vecchi tabià restaurati da ospiti trevigiani o veneziani in cerca di aria e di panorami. Solo la soffitta era rimasta intonsa come l'avessero abbandonata da poco. Sopra dei legni secchi e tondi di frassino erano rimaste le"foiole" quelle foglie lunghe che ricoprono la pannocchia del granturco, per terra il mucchio dei torsoli privati dei semi facevano bella mostra vicino alla macchinetta sgranatrice, che non era altro che una panca di legno con una fascia in lamiera arcuata. Un mucchio di fascine accumulate per l'inverno erano appoggiate alla parete di pietra metamorfica "siver", erano delle fascine piccole, ben sistemate e ricordai che normalmente venivano usate per l'accensione iniziale della stube dialettalmente da noi chiamata "Fornel".
In un angolo, seminascosta, c'era una valigia di cartone marron, tenuta chiusa da un doppio fil di ferro. La guardai, la farina dei tarli aveva semicoperto il cartone e proprio sopra notai una trave bucherellata di larice e mi meravigliai, perchè di solito è difficile vedere il larice tarlato, specie quello lasciato tondo, non squadrato con l'accetta come era d'uso fare un tempo.
L'impresario, vide che osservavo la valigia marron e capendo la mia curiosità mi disse che se volevo potevo prenderla e portarmela a casa, che lui altrimenti l'avrebbe bruciata assieme alle fascine di abete. Stetti un attimo a pensare, ero indeciso, quell'offerta mi solleticava, ma pensavo se fosse stato giusto o meno accettare. La curiosità ebbe il sopravvento, presi in mano la valigia di cartone per il manico che era ancora integro, la guardai, le parti metalliche erano arruginite e le pareti in cartone si vedeva avevano subito qualche sfregatura nei viaggi. La presi come se avessi trovato un tesoro, scesi le scale con la frenesia di capire cosa contenesse, che segreti di anni prima potevo trovare, salutai l'imprenditore promettendogli parte dei marenghi se ci fossero stati o al minimo una pizza con una buona Franziskaner il sabato seguente.
Arrivato a casa, mi sembravo, colla valigia in mano, quella figura di emigrante che avevo visto tempo addietro, di schiena e con il cappello leggermente di traverso e con in mano una valigia simile. Natuaralmente, mia moglie mi rimproverò "cosa vai a raccattare, di cianfrusaglie ne abbiamo anche troppe intorno a casa, ma si sa lei è un'istintiva, basta capirla e in un attimo si rabbonisce, anche perchè mi metto a raccontarle la storia di questa vecchia casa, inventando anche un po, ma immaginando la vita di chi ci viveva dentro e su questo so che anche Lei ha un debole, perchè il ricordo La porta verso i nonni o verso il padre che ha visto per anni emigrare in Francia a fare il muratore, e si ricorda che anche lui aveva proprio una valigia marron come questa, ed allora pure Lei comincia ad incuriosirsi, vuol aprirla, anzi la prende e la sgancia del fil di ferro che la tiene assieme e la allarga in modo da poterne vedere il contenuto......
...dapprima, sopra un mucchio di giornali, un compasso in legno da falegname, perfettamente conservato, con qualche tarlo che lo aveva assaggiato, di fianco un ferro di cavallo arruginito, non era una curiosità, anche perchè la superstizionne negli anni aveva corso per le nostre contrade e per le storie che ci avevano raccontato un ferro di cavallo inchiodato alla porta d'entrata poteva essere un buon portafortuna...
....di lato della valigia in mezzo ai giornali una lampada da cucina in metallo arruginito con tre piedi e un vetro color latte con un coperchio era il segno della vecchia illuminazione serale della casa....
.... ed infine una sagoma in legno di tiglio che serviva per predisporre le suole per gli scarponi di un tempo, con il cuoio della tomaia che veniva inchiodato alla suola di legno e sotto, per evitare il consumo, venivano poste
delle brocche dalla testa tonda in ferro. Il resto della valigia era riempito di tante riviste, di tutti i tipi di tutte le categorie, compreso quelli che un tempo erano considerati de giornalini similpornografici come POP ed ABC........e poi anche giornali più seriosi come la Domenica del Corriere ed OGGI o la TRIBUNA Illustrata...........sul fondo, sotto i gironali, cinque pacchetti di lettere, legate con lo spago, scritte con calligrafia, fine e molto curata, erano indirizzate a cinque donne diverse tutte firmate Berto.....E allegate le risposte di ognuna. "Cara Nina" diceva una di queste lettere" sei venuta per pochi giorni da Milano e non ho neppure potuto incontrarti. Dopo l'ultima volta che ci siamo visti ho pensato molto a te e mi son consigliato anche con il prete, sai, perchè siamo cugini in seconda e quindi se un domani la cosa si facesse più seria dovremo avere la dispensa da Venezia.Ti ho visto mentre aspettavi la corriera, ma eri vicino ad un signore con il cappello in testa, non so se è il tuo padrone dove sei a servizio a Milano, qualcuno meglio informato mi ha detto che è il signor Mantegazza, sai non è che io sia geloso, ma ho visto che era una persona molto distinta. Pensavo che tu andassi ad Agordo invece mia zia mi ha detto che sei già tornata a Milano,quando andrò verso Modena a fare le sedie vediamo se è possibile che ci incontriamo, ti mando un bacio sulla guancia, come quello che ti ho dato l'altra volta, dal vero però e ho sentito che i tuoi capelli profumavano di brillantina.....
rispondeva Nina con qualche errore o con qualche parola dialettale, la calligrafia era da bambina, il tratto incerto e le lettere un po piegate: caro cugino ho ricevuto la tua e sapevo che eri a casa ma ero accompagnata da quel signore che tu hai visto, con il cappello, lui non è il mio padrone, ma un vicino che ha voluto accompagnarmi. Ti prego lascia stare il prete e non parlare delle nsotre cose, credo che ci rivedremo quando torno, ma non so quando ne come, non passare a Milano perchè i miei padroni non vogliono che io veda estranei. A proposito la Gina mi ha detto che ti a visto ballare con Gioseffa, so che è una bella ragazza eravamo anche amiche a scuola, mi sembra che anche lei venga a servizio, ma a Monza. Non ti preoccupare per lo zio, che la pensione di guerra gli basta e ne avanza. Voglio ora dirti una cosa.....penso che resterò a Milano per sempre, sai quel signore col cappello me lo ha chiesto ed io ci sto pensando anche perchè a mia mamma ha fatto una buona impressione...altre lettere seguivano tra Nina e Berto, molte parlavano della stagione, del fieno e della morte di un parente, l'ultima diceva in poche righe: caro Berto, mi han detto che ti vedono spesso nel paese li vicino a casa con la Bia e sembra che abbiate anche confidenza, bene, io il prossimo mese torno in paese per le pubblicazioni, il signore con il cappello mi vuole sposare ed io mi sono convinta anche perchè ho paura di essere in stato interessante (aspettare un figlio) da lui,salutami la zia Pina. L'altro pacco era proprio indirizzato a Gioseffa e oltre che parlare di quel poco che c'era stato tra loro insisteva sulla vendita di un campo che confinava con quello di Berto. Il terzo pacchetto di lettere conteneva solo risposte di una certa Matilde che era stata in villeggiatura ed aveva conosciuto il Berto, che l'aveva accompagnata a funghi e lassù in mezzo al bosco era anche riuscito a darle un bacio. Vicina a tutte c'era la foto di Berto, un bel ragazzo, non alto, dal viso affilato e dagli occhi scuri, riccioluto aveva anche lui in testa nella foto, un cappello con le falde girate verso su, che probabilmente il fotografo metteva a disposizione dei clienti, in mano aveva un bastone da passeggio e il braccio sinistro poggiava su una specie di mobile alto.
La valigia di Berto era diventata uno spartito del suo vissuto e mi aveva aperto gli occhi su un giovane che, passata la guerra, manifestava, quantomeno con lo scritto un interesse per molte giovinette che erano partite dal paese per emigrare in lombardia a servizio dai signori.
Mi ripromisi di guardarla con più calma anche perchè i titoli dei giornali di allora erano simili a quelli di oggi, detti solo una scorsa veloce: "La croce rossa è la greppia della DC", "L'amante del prete a Catanzaro", "Scandalo da un miliardo nel calcio"," Il governo chiude settanta scuole a Cuneo", "Una puttana conosce l'assassino a Milano", "Ragazzo lupo a Voghera", "Quattro denti per un capezzolo di Paty Pravo???" " Titti di savoia sarà interdetta...tutta colpa sua".....una miniera...ora guardo quei giornali e poi vi racconterò il gossip degli anni cinquanta nascosto in una valigia di cartone marron....
S. PIETRO
Pubblicato da
Luca Pollazzon
Di Cherubino Miana
L'odore del sambuco in fiore ti faceva scoprire le piante anche se nascoste in mezzo al bosco, così l'aria della sera si impregnava della fragranza resinosa dell'abete rosso, del larice e del maggiciondolo, ma col passare dei giorni, il sambuco riusciva a primeggiare, era una primavera-estate...strana come la natura volesse darti di più, poi venne S. Pietro e quando il vento cambiava riuscivi a sentire le campane della chiesa di Agordo fin sù verso Voltago, ma anche sopra verso i prati di Manzana.
Era il giorno del mercato e della fiera sulla piazza, delle cerimonie religiose, del vestito nuovo più leggero, S. Pietro....i primi piselli della nonna fatti in umido con fette di salame nostrano, l'inizio dello sfalcio dei prati, Lei, la nonna che ti portava la polenta ed il companatico il tutto in una gerla panciuta, per il nonno diceva....ma io sapevo che per Lei era una soddisfazione scodellarci nel piatto le sue primizie, lei che abitava solo cento metri più in basso, ma su una zona soleggiata e per finire, il bicchiere di vetro con i primi ribes rossi di sua produzione con lo zucchero....il mercato, ma perchè andarci, lo potevi guardare dal colle sopra la casa dei nonni, sentivi le musiche delle giostre o i rumori insoliti del circo,perchè andarci se non avevi soldi, magari ti compravano un'elica di plastica in cima ad un bastoncino e tu la tenevi sulla finestra così vedevi il giro d'aria che chiamavi vento. E poi perchè andarci dicevano i nonni...non sai che il giorno di S. Pietro arriva sempre un temporalone ed è la madre di S. Pietro che piange per come gli han crocifisso il figlio....poi però il pomeriggio ti premia con un bellissimo arcobaleno...che vedi meglio quì dalla casa dei nonni, sopra il colle, così tu convinto, ti sedevi ad ascoltare dall'alto i runori della piazza aspettando il temporale...
Sta sera invece sono quì, sotto un tendone megagalattico sul prato rasato del broi ed un odore intenso di Wurster e patatine fritte ti invade a sbuffi il capannone. La cucina è lassù, fuori dal grande tendone, per sicurezza, ma l'odore ti raggiunge lo stesso....cosa ci faccio qui a quest'ora tarda? Mi incanto al suono della fisarmonica e degli altri strumenti, mi incanto e mi lascio portare dai pensieri mentre osservo i ballerini danzare....quanto è vario sta sera il panorama...vedo il muratore con sua moglie, ancora dritto con la faccia abbronzata dal cantiere, le mani son si indicative, ma ora non vedi più le manone di una volta piene di crepe dovute al cemento o alla calce, anche il casaro sta sera è sceso a valle, i suoi capelli e la folta barba odorano del fumo del caseificio, lui balla stancamente ma si vede che conosce i passi, la musica,la polka no...lui non la balla si ferma appagato a guardare gli altri...e nel vorticoso girare riscopri la tua gioventù....nelle ragazze di diciott'anni riscopri o ricordi i primi amori, ecco si quella morettina dai capelli lunghi ti ricorda Lei e Lei e quella che ti è rimasta dentro a distanza di anni,...poi ti attira una signora bionda....balla solo i balli di gruppo, Lei è molto magra, ma balla come fosse una professionista e mentre la guardo danzare...mia moglie...più pratica mi fa osservare...come balla bene..non è Italiana...ed in effetti terminati i balli di gruppo mi tocca andare a complimentarmi...è una badante in libera uscita...faceva la ballerina al Bolshoi di Mosca, ti credo che anche un solo sguardo ti facesse capire che era diversa...la musica riprende...lei mi prende per mano e mi dice in un perfetto italiano...dai balliamo...mi devo arrendere...anch'io potrò sempre ricordare di aver ballato con una delle prime ballerine del Bolshoi...S. Pietro in fondo è anche questo.
L'odore del sambuco in fiore ti faceva scoprire le piante anche se nascoste in mezzo al bosco, così l'aria della sera si impregnava della fragranza resinosa dell'abete rosso, del larice e del maggiciondolo, ma col passare dei giorni, il sambuco riusciva a primeggiare, era una primavera-estate...strana come la natura volesse darti di più, poi venne S. Pietro e quando il vento cambiava riuscivi a sentire le campane della chiesa di Agordo fin sù verso Voltago, ma anche sopra verso i prati di Manzana.
Era il giorno del mercato e della fiera sulla piazza, delle cerimonie religiose, del vestito nuovo più leggero, S. Pietro....i primi piselli della nonna fatti in umido con fette di salame nostrano, l'inizio dello sfalcio dei prati, Lei, la nonna che ti portava la polenta ed il companatico il tutto in una gerla panciuta, per il nonno diceva....ma io sapevo che per Lei era una soddisfazione scodellarci nel piatto le sue primizie, lei che abitava solo cento metri più in basso, ma su una zona soleggiata e per finire, il bicchiere di vetro con i primi ribes rossi di sua produzione con lo zucchero....il mercato, ma perchè andarci, lo potevi guardare dal colle sopra la casa dei nonni, sentivi le musiche delle giostre o i rumori insoliti del circo,perchè andarci se non avevi soldi, magari ti compravano un'elica di plastica in cima ad un bastoncino e tu la tenevi sulla finestra così vedevi il giro d'aria che chiamavi vento. E poi perchè andarci dicevano i nonni...non sai che il giorno di S. Pietro arriva sempre un temporalone ed è la madre di S. Pietro che piange per come gli han crocifisso il figlio....poi però il pomeriggio ti premia con un bellissimo arcobaleno...che vedi meglio quì dalla casa dei nonni, sopra il colle, così tu convinto, ti sedevi ad ascoltare dall'alto i runori della piazza aspettando il temporale...
Sta sera invece sono quì, sotto un tendone megagalattico sul prato rasato del broi ed un odore intenso di Wurster e patatine fritte ti invade a sbuffi il capannone. La cucina è lassù, fuori dal grande tendone, per sicurezza, ma l'odore ti raggiunge lo stesso....cosa ci faccio qui a quest'ora tarda? Mi incanto al suono della fisarmonica e degli altri strumenti, mi incanto e mi lascio portare dai pensieri mentre osservo i ballerini danzare....quanto è vario sta sera il panorama...vedo il muratore con sua moglie, ancora dritto con la faccia abbronzata dal cantiere, le mani son si indicative, ma ora non vedi più le manone di una volta piene di crepe dovute al cemento o alla calce, anche il casaro sta sera è sceso a valle, i suoi capelli e la folta barba odorano del fumo del caseificio, lui balla stancamente ma si vede che conosce i passi, la musica,la polka no...lui non la balla si ferma appagato a guardare gli altri...e nel vorticoso girare riscopri la tua gioventù....nelle ragazze di diciott'anni riscopri o ricordi i primi amori, ecco si quella morettina dai capelli lunghi ti ricorda Lei e Lei e quella che ti è rimasta dentro a distanza di anni,...poi ti attira una signora bionda....balla solo i balli di gruppo, Lei è molto magra, ma balla come fosse una professionista e mentre la guardo danzare...mia moglie...più pratica mi fa osservare...come balla bene..non è Italiana...ed in effetti terminati i balli di gruppo mi tocca andare a complimentarmi...è una badante in libera uscita...faceva la ballerina al Bolshoi di Mosca, ti credo che anche un solo sguardo ti facesse capire che era diversa...la musica riprende...lei mi prende per mano e mi dice in un perfetto italiano...dai balliamo...mi devo arrendere...anch'io potrò sempre ricordare di aver ballato con una delle prime ballerine del Bolshoi...S. Pietro in fondo è anche questo.
giovedì 1 luglio 2010
DOVE SI TROVA IL CUORE DELLE DOLOMITI??
Pubblicato da
Luca Pollazzon
Wikipedia recita:
Le Dolomiti (anche dette Monti pallidi) sono un insieme di gruppi montuosi delle Alpi Orientali italiane, comprese tra le provincie di Belluno (sul cui territorio insistono gran parte delle Dolomiti[1]), Bolzano, Trento, Vicenza, Verona, Udine e Pordenone.
questa la mappa di wikipedia
Chi frequenta l'Agordino, saprà certamente che ormai parecchi anni addietro giravano affissi sulle auto degli adesivi tipo questo :
Ma chi sa veramente dove si trova il cuore delle Dolomiti?
Lo scoprirete il giorno 18/07/2010 a Digoman, dove in occasione della Festa della Madonna del Carmine
verrà posizionato simbolicamente un contrassegno sul punto esatto dove batte il cuore delle Dolomiti.
Il rilancio delle Dolomiti e più in particolare dell'Agordino, passa da uno dei paesi più piccoli e meno conosciuti, che non ha nulla di particolare. Secondo me bisogna partire da qui, le grandi e blasonate località turistiche non hanno poi molta necessità di ulteriore promozione, la conca di Agordo non è inferiore in nulla, basta crederci e fare squadra!!
Il 18/07/2010 venite a Digoman.. il cuore delle Dolomiti batte proprio li...
Le Dolomiti (anche dette Monti pallidi) sono un insieme di gruppi montuosi delle Alpi Orientali italiane, comprese tra le provincie di Belluno (sul cui territorio insistono gran parte delle Dolomiti[1]), Bolzano, Trento, Vicenza, Verona, Udine e Pordenone.
questa la mappa di wikipedia
Chi frequenta l'Agordino, saprà certamente che ormai parecchi anni addietro giravano affissi sulle auto degli adesivi tipo questo :
Ma chi sa veramente dove si trova il cuore delle Dolomiti?
Lo scoprirete il giorno 18/07/2010 a Digoman, dove in occasione della Festa della Madonna del Carmine
verrà posizionato simbolicamente un contrassegno sul punto esatto dove batte il cuore delle Dolomiti.
Il rilancio delle Dolomiti e più in particolare dell'Agordino, passa da uno dei paesi più piccoli e meno conosciuti, che non ha nulla di particolare. Secondo me bisogna partire da qui, le grandi e blasonate località turistiche non hanno poi molta necessità di ulteriore promozione, la conca di Agordo non è inferiore in nulla, basta crederci e fare squadra!!
Il 18/07/2010 venite a Digoman.. il cuore delle Dolomiti batte proprio li...
18/07/2010 FESTA A DIGOMAN DI VOLTAGO AGORDINO
Pubblicato da
Luca Pollazzon
| Data: | domenica 18 luglio 2010 |
| Ora: | 8.30 - 19.30 |
| Luogo: | |
| Via: | Gioa |
| Città/Paese: | Voltago, Italy |
Ci siamo quasi, l'appuntamento clou che coinvolge e veste a festa, tutto il paese di Digoman, a piccoli o grandi passi (vedetela come volete) si avvicina...
Il 18/07/2010 è il giorno fatidico. E' già passato un'anno ma, sembra ieri.
In occasione della Sagra della Madonna del Carmine a Digoman, di Voltago Agordino, BL si terrà il secondo raduno dei Digomaner di Facebook, ad un anno di distanza dal precedente, una rimpatriata tra i vari amanti della piccola ma stupenda frazione Bellunese, sparsi nelle varie parti del mondo..e in contatto tra loro grazie al gruppo I DIGOMANER e il BLOG http://www.agneredintorni.blogspot.com/
Quest'anno sono previste parecchie novità e alcune
riguardano proprio I DIGOMANER di facebook e il BLOG...
In linea di massima il programma della giornata sarà il seguente:
-Santa Messa presso la nostra mitica chiesetta.
-Lungo le vie del paese, dimostrazioni pratiche con la creazione di oggetti artigianali ed esposizioni di prodotti tipici
-GRIGLIATA
-Pomeriggio danzante
"ATTENZIONE" IL PROGRAMMA SU INDICATO E SUSCETTIBILE DI VARIAZIONI E NON E ORGANIZZATO DIRETTAMENTE DAI DIGOMANER DI FACEBOOK E DA QUESTO BLOG, MA DAL COMUNE DI VOLTAGO AGORDINO""
""Vi sarei grato se giraste l'evento ai vari vostri amici.. http://www.facebook.com/event.php?eid=131939396828230 chissà che grazie a facebook, non riusciamo a far arrivare a Digoman molta più gente del previsto.. Un modo "tecnologico" di passaparola per far conoscere e promuovere i piccoli (bellissimi) paesi di montagna, purtroppo fuori dal giro del turismo e con scarsissime risorse da dedicare alla promozione..""
Se vedon a Digoman :-)
mercoledì 30 giugno 2010
Convegno " Abitare la montagna " due progetti europei a confronto
Pubblicato da
Luca Pollazzon
La Valle Agordina
Invito al Convegno " Abitare la montagna - due progetti europei tra sostenibilità ed innovazione “, coordinato dall ‘Arch. Franco Alberti, che si terrà al “Museo La Valle”, nel Palazzo Municipale di La Valle Agordina, giovedì 8 Luglio 2010 dalle ore 14.30 alle ore 18.30. Seguirà visita guidata al Museo La Valle (Museo dell’architettura e del paesaggio) a cura dell’Arch. Marino Baldin
Dolomiti? Ma dove sono?
Pubblicato da
Luca Pollazzon
Povere Dolomiti, hanno bisogno di promozione e una più precisa identità territoriale, ecco cosa ho visto sabato scorso, sul retro di un camioncino di un venditore di gelati, sul lago di Costanza in Germania..
lunedì 28 giugno 2010
RIVAMONTE AGORDINO
Pubblicato da
Luca Pollazzon
Un'altro bel video fotografico by Giuliano Laveder
Buona visione..
Buona visione..
giovedì 24 giugno 2010
Provincia di Belluno Pubblicato il bando del Concorso d'idee per il logo Dolomiti Unesco
Pubblicato da
Luca Pollazzon
La Provincia di Belluno ha pubblicato il bando del Concorso d'idee per il logo Dolomiti Unesco
Se volete saperne di più cliccate il link qui di seguito
http://www.provincia.belluno.it/nqcontent.cfm?a_id=5221&tt=belluno
designer dateci dentro...;-)
Se volete saperne di più cliccate il link qui di seguito
http://www.provincia.belluno.it/nqcontent.cfm?a_id=5221&tt=belluno
designer dateci dentro...;-)
LE VECCHIE VIE DI COMUNICAZIONE "LE CAORERE"
Pubblicato da
Luca Pollazzon
Anche se malridotte, le Caorere sono ancora al loro posto..
Soltanto chi frequenta il paese di Digoman o gli immediati dintorni, probabilmente conoscerà questo sentiero.Caorera è qualla località, che si trova subito fuori dalla frazione di DIGOMAN e si raggiunge tramite la stradina asfaltata che parte dalla piazza del paese, proprio a fianco del "Caselo" e che poi sucessivamente, diventa bianca in prossimità del lavatoio piccolo.
La strada che si snoda stupendamente in mezzo al bosco, oggi termina presso dei fienili o "Talvà" in località Col de Sot. Non tantissimi anni addietro invece era poco più che un sentiero, ma molto utilizzato per raggiungere Agordo. Già, quando auto non ne giravano molte, un modo abituale per raggiungere la piana di Agordo e per salire a Digoman, era farsi le Caorere a piedi, spesso venivano percorse con notevoli carichi sulla schiena... percorrendo il sentiero, l'occhio esperto potra scorgere le "polse" punti in cui si appoggiava la Gerla o "darlin" e si faceva appunto una polsa (pausa) per prendere fiato.
In inverno per raggiungere Ponte Alto si utilizzava anche "L'Inzola" (lunga slitta utilizzata per trasportare cose).
Lungo il percorso delle caorere, che circa a metà della strada bianca è segnato anche con cartelli di legno, transita ancora oggi per le frazioni "Le Lonie" e "Paluch" il "tròi" o sentiero delle Caorere termina a Ponte alto, proprio sulla curva prima del ponte. Dove molti anni addietro vi erano un negozio di alimentari e bar.
Chi le ha mai percorse? Questo è anche un bellissimo giro da farsi in Mountain Bike, tutta discesa fino a Pont Alt (occhio qualche punto è ripido e malmesso) e poi si risale per la strada che passa per Zenich. Buon divertimento...
Nel video sotto, uno scorcio della conca di Agordo scendendo per le Caorere.
http://youtu.be/Vrw2zEXbb4g
Soltanto chi frequenta il paese di Digoman o gli immediati dintorni, probabilmente conoscerà questo sentiero.Caorera è qualla località, che si trova subito fuori dalla frazione di DIGOMAN e si raggiunge tramite la stradina asfaltata che parte dalla piazza del paese, proprio a fianco del "Caselo" e che poi sucessivamente, diventa bianca in prossimità del lavatoio piccolo.
La strada che si snoda stupendamente in mezzo al bosco, oggi termina presso dei fienili o "Talvà" in località Col de Sot. Non tantissimi anni addietro invece era poco più che un sentiero, ma molto utilizzato per raggiungere Agordo. Già, quando auto non ne giravano molte, un modo abituale per raggiungere la piana di Agordo e per salire a Digoman, era farsi le Caorere a piedi, spesso venivano percorse con notevoli carichi sulla schiena... percorrendo il sentiero, l'occhio esperto potra scorgere le "polse" punti in cui si appoggiava la Gerla o "darlin" e si faceva appunto una polsa (pausa) per prendere fiato.
In inverno per raggiungere Ponte Alto si utilizzava anche "L'Inzola" (lunga slitta utilizzata per trasportare cose).
Lungo il percorso delle caorere, che circa a metà della strada bianca è segnato anche con cartelli di legno, transita ancora oggi per le frazioni "Le Lonie" e "Paluch" il "tròi" o sentiero delle Caorere termina a Ponte alto, proprio sulla curva prima del ponte. Dove molti anni addietro vi erano un negozio di alimentari e bar.
Chi le ha mai percorse? Questo è anche un bellissimo giro da farsi in Mountain Bike, tutta discesa fino a Pont Alt (occhio qualche punto è ripido e malmesso) e poi si risale per la strada che passa per Zenich. Buon divertimento...
Nel video sotto, uno scorcio della conca di Agordo scendendo per le Caorere.
http://youtu.be/Vrw2zEXbb4g
mercoledì 23 giugno 2010
DIGOMAN - FESTA MADONNA DEL CARMINE 2010
Pubblicato da
Luca Pollazzon
Ci siamo quasi, l'appuntamento clou che coinvolge e veste a festa, tutto il paese di Digoman, a piccoli o grandi passi (vedetela come volete) si avvicina...
Il 18/07/2010 è il giorno fatidico.
Non mancate, ci sono parecchie sorprese in serbo e qualcuna, riguarda pure il gruppo dei DIGOMANER di facebook e questo Blog.
Un consiglio? Tenete d'occhio il blog e il gruppo dei DIGOMANER...
Il 18/07/2010 è il giorno fatidico.
Non mancate, ci sono parecchie sorprese in serbo e qualcuna, riguarda pure il gruppo dei DIGOMANER di facebook e questo Blog.
Un consiglio? Tenete d'occhio il blog e il gruppo dei DIGOMANER...
GLI ANGOLI NASCOSTI DELL'AGORDINO - LE LONIE-
Pubblicato da
Luca Pollazzon
Un breve video su un bellissimo angolo nascosto della conca agordina Le Lonie
Siete curiosi di vedere dove si trova? Cliccate QUI
Siete curiosi di vedere dove si trova? Cliccate QUI
FESTA A RIVAMONTE AGORDINO -VIDEO-
Pubblicato da
Luca Pollazzon
Un video riguardante la festa di Sant' Antoni 2010 svoltasi a Rivamonte Agordino
lunedì 21 giugno 2010
FESTA A RIVAMONTE AGORDINO
Pubblicato da
Luca Pollazzon
Festa di Sant'Antonio a Rivamonte Agordino
Foto di Giulio Fecchio
Il resto delle foto potete vederlo sul gruppo Agordini United
sabato 19 giugno 2010
BELLEZZE AGORDINE
Pubblicato da
Luca Pollazzon
Frassenè
Frassenè luminosa e mattiniera che fa d'ogni sua gemma una preghiera
Ho sempre considerato Frassenè come uno tra i più bei luoghi dell'Agordino, per la sua posizione, per il suo paesaggio, per il suo raccoglimento, per tutto l'insieme che dà gioia agli occhi e dolcezza all'anima.
Da Voltago, per la strada che slancia tra i pratial confine del cielo, si ha già la sensazione di quello che deve giungere: un'approdo di solitudine, una sosta lal cammino, un'esilio di poesia, un paese fiorito; rondini e bimbi, strade e roccia, laghi ed ombre; certi sentieriche non sai se siano parchi trecenteschi o strade di castelli......
Voltago
Rovi di bacche, gigli, soldanelle: giardino seminato a genzianelle.
Il paese è situato in una posizione molto ridente, fiorita come un giardino. Per le curve dei colli si disperdono le voci delle montanine che cantano; il sole accarezza ogni cosa e da quell'abbraccio di luce la valle assurge come uno splendore.
Vicinissimo al paese, in località chiamata Campo di Giove, esisteva una miniera di piombo argentifero. Un mucchietto di rovine attesta tuttora il posto di estrazione.....
Digoman
Campi nel solco, così, tutti fragranti: pensier di vita ed ore riposanti.
Da voltago, sempre salendo, verso sinistra, dopo Miana, tutta raccolta nel sole, Digoman ci balza incontro con il suo stupendo piano verde d'erba in primavera: erba che ha la colorazione dello smeraldo, come nell'estate il fieno che riempie l'aria di un calmo e pieno profumo. Qui verrebbe il desiderio di sostare all'ombra tra l'erica e il muschio, adagiarsi a guardare a quant'è alto e profondo il cielo e come vanno, vanno e tornano, da una vetta all'altra, da un crepaccio all'altro, le nubi...
Saresin
Ceppaie, muschio lieve ed alberelli: aprile tocca a piano irami snelli.
Ombre refrigeranti nel vasto silenzio: qualche campano di mucca al di là della curva: tra il bosco cupo di fitte fronde e le stecconate e le case, sulla china: paesaggio vivo animato da questo silenzio che è una perenne armonia....
Don
Macigni rosa, dondolio di squilli: fringuelli al bosco e musiche di grilli.
Questo estremo paese dell'Agordino a cui si giunge, percorrendo la strada dopo Forcella Aurine, dall'alto del colle, nella valle profonda, ha una caratteristica particolare. Di colpo, non desta alcuna gradita impressione: pare di essere caduti da un lembo luminoso ad un po' di oscurità; ma se si salgono i viottoli, se ci si perde fra i boschi, se si segue la stradetta che costeggia la base dei collli, se si sente la le campane di Don suonare, si prova la sensazione di essere in un angolo di mondo ove la vita è tutta armonia e bellezza....
Taibon
Borgo cullato dal torrente chiaro; pendici accese a viti e timo amaro.
Taibon è una caratteristica borgata perchè si snoda tortuosa, da S. Cipriano, posto sulla linea carrozzabile, lungo la valle di S. Lucano....
Tiser
O questa serenità tutta di fiamme: dolci cunelle mosse dalle mamme!
Da Forcella Franche si arriva, in brevissimo tempo, a Tiser, sopra il canale del Mis, quasi un castello che domina le profondità di una valle, tutta verde nell'estate e inabissata come un baratro vivo. C'è non so che quiete di mucche che pascola, di fanciulli che sognano il cielo nei dolci occhi turchini, di mamme che dondolano cunelle, nel tramonto tutto in fiamme....
Tratto da: IL CINQUANTENARIO delle LATTERIE AGORDINE 1887-1937
PRIMA CHE I RICORDI IMPALLIDISCANO
Pubblicato da
Luca Pollazzon
Nella biblioteca di un Digomaner e di tutti coloro amano le cose ben scritte sul mondo alpino.. non dovrebbe mancare il libro...
"PRIMA CHE I RICORDI IMPALLIDISCANO" magistralmente scritto da Luigi Rivis, per chi non lo conoscesse, si tratta di un digomaner D.O.C.
Nel'anno 2000, nel centenario della costruzione della chiesetta di Digoman prima appunto che i ricordi imapllidiscano è stato redatto questo libro... dedicato alla chiesetta e la sua costruzione, ma vi si trovano pure diversi cenni storici su paese.
Questi alcuni passaggi del libro....
Sono passati ormai cento anni da quando i nostri "vecchi" di Digoman, con grandi sacrifici costruirono la "loro" chiesetta, coronando la sentita aspirazione di avere un proprio edificio sacro.
Nella ricorrenza del centenario, ci è sembrato doveroso ricordare e raccogliere in una pubblicazione i fatti salienti che riportano alla sua costruzione. Fatti che sono stati ricostruiti basandosi essenzialmente sulle testimonianze degli anziani, che ci hanno raccontato quanto hanno sentito da chi ha partecipato alla realizzazione dell'opera, nonché sui riscontri dei pochi documenti rintracciati negli archivi delle parrocchie di Voltago Agordino e di Agordo e in quello della Curia di Belluno, o forniti da privati.
Per parte nostra, si è cercato di interpretare gli avvenimenti con la mentalità di un secolo fa, per meglio capire come e che cosa ha dato questa nostra gente e quale capitale ci ha lasciato da gestire e quindi da proteggere.........
Il resto potete leggerlo sul libro... che come di consuetudine, sarà in vendita durante lo svolgimento della festa della Madonna del Carmine che si terrà il prossimo luglio proprio a Digoman.
PS. IL RICAVATO DELLA VENDITA DEL LIBRO E' DEVOLUTO ALLA CONSERVAZIONE DELLA CHIESETTA DI DIGOMAN.
VETTE DIGITALI A DUE VELOCITA'
Pubblicato da
Luca Pollazzon
RIFUGIO SCARPA - MONTE AGNER "PROGRAMMA ESTATE 2010"
Pubblicato da
Luca Pollazzon
Dagli amici gestori del Rifugio Scarpa sul Monte Agner,
ricevo e con molto piacere pubblico il calendario del programma estivo 2010
Il Rifugio Scarpa-Gurekian come ogni anno organizza interessanti e piacevoli iniziative nell’incantevole “palcoscenico naturale”
(Le manifestazioni sono a carattere gratuito)
Il Rifugio Scarpa(mslm 1740),ambita meta per scalatori ed escursionisti è raggiungibile con vari sentieri di diverse difficoltà e lunghezza si può anche raggiungere con la seggiovia che parte da Frassenè Agordino (mslm 1100) che dista 9 Km da Agordo.
Il Rifugio fino al 19 giugno è aperto tutti i sabato e domenica(meglio accertarsi con una telefonata) poi è aperto tutti i giorni fino al 19 settembre per poi ricominciare con sabato e domenica fino al 31 ottobre
www.seggioviafrassene.com
13 giugno “ Crazy sport & friends”:
manifestazione-raduno di down hill e free ride; VII edizione
11 Luglio “Festa de S. Fortunaz”: S. Messa e ”frasca”
(grigliata tipica all’aperto)
18 Luglio “Il museo vivo” la biodiversità a tavola: la vegetazione nelle sue applicazioni medicinali e gastronomiche.
24/25 Luglio “Verticali”Letture sulla montagna con sottofondo
musicale a cura del gruppo “Voci in viaggio”
Dal 26 luglio al 1 agosto “Scolpire il legno”:
una settimana di scultura con Franco Vergerio.
Dal 7 al 15 Agosto “ la grigliata di Piero e Amici”!
Ogni giorno (di sole) carni nostrane assortite alla brace.
11 Agosto “ Popi sot l’Agner”! festa per bambini con
giocoliere e gelati offerti da
15 Agosto “Cucina biologica”! S. Messa e menù
con prodotti di produzione propria.
24 Agosto Passeggiata sotto la luna con intrattenimento culturale
a carattere astrologico,geologico e cenetta al Rifugio.
5 settembre Cronoscalata Frassenè - Malga Losch :
corsa podistica in salita.
16 e 17 Ottobre “Cielo stellato e geologia delle dolomiti”:
osservazioni al telescopio di luna e stelle e passeggiata geologica;
VI° Edizione.
Altre iniziative potrete trovarle nel sito www.seggioviafrassene.com
Frassenè Agordino (BL)
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