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"El Cor" - Foto di Danilo Benvegnu'' -

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mercoledì 21 settembre 2011

Sassi, croci e misteri

di giorgio casera

Nella recente manifestazione “Vallinfiera” ai Laghetti di Frassenè uno degli “stand” più interessanti è stato quello del Gruppo Archeologico Agordino. Nella loro conferenza del pomeriggio, prima di parlare di metalli e della storia della loro tecnologia, è stata fatta una presentazione delle loro attività negli ultimi anni ed ho scoperto così che nell’Agordino esistono siti archeologici di un certo interesse (ad es. ripari sotto roccia, oggetti di campagne di scavo del Gruppo), alcuni poco studiati e per lo più sconosciuti al grande pubblico.
In precedenza avevo sentito vagamente parlare di incisioni rupestri nelle vicinanze, il Sass de le cros sopra Taibon e il Sass de i nom sulle pendici dell’Armarol sopra Frassené ed ho colto l’occasione per una ricognizione diretta.


Sass de le cros

Il Sass de le cros è un masso che si trova ad una quota di 950 m. lungo un sentiero che si dirama sulla destra della strada forestale Soccòl (Taibon) – Fasòn (Voltago). Una delle facciate del masso è una superficie piana ricoperta di circa 200 incisioni che rappresentano quasi esclusivamente delle croci. Le croci sono generalmente libere, ma ci sono anche quelle inserite in figure geometriche semplici (cerchi, quadrati) o a forma di capanna.




Sass de le cros - particolari

Molte sono associate a coppie di lettere maiuscole (iniziali di nomi di persone?). Particolare interessante: nell’area ci sono numerosi altri massi, alcuni delle dimensioni del Sass de le cros (c’è anche quello che sovrasta il ritenuto nascondiglio del bandito di fine ‘700, l’Userta), ma su questi non risulta nessuna incisione, dunque il Sass era particolare.

Il Sass de i nom ha delle affinità col precedente (per la numerosa presenza di simboli cruciformi, anche se numerosi sono multibraccia) ma anche delle differenze nello stile e nella simbologia incisa. I disegni rappresentano per lo più figure geometriche irregolari (triangoli, quadrati, ovaloidi, poligoni simili a capanne) alcuni corredati da croci, altri da lettere. Ma ci sono anche sigle, insiemi di lettere e numeri alquanto misteriose.




Sass de i nom - particolari

Alcuni disegni sono incisi, altri scalpellati. Tant’è che i due studiosi che ebbero modo di esaminarlo (Doriguzzi e Tomasi) fanno risalire le prime incisioni in epoca precristiana. Secondo loro il masso era situato in corrispondenza di “un sito culturale legato all’acqua, già in periodo pagano, e sul quale hanno in seguito insistito per secoli i pastori locali, incidendo per similitudine le proprie iniziali”.
Con l’avvento del cristianesimo il “sito culturale pagano” cessa di significato e nella vallata i simboli cruciformi diventano il soggetto più utilizzato. Questi ricoprono integralmente la parete del Sass de le cros (che dunque è più recente) mentre si aggiungono ai simboli pagani nel Sass de i nom. Per la maggior parte delle incisioni a croce si può ipotizzare il periodo del tardo medioevo (tra il VI e l’VIII secolo).
Che significato dare a queste incisioni? Più semplice tentare un’ipotesi per il Sass de le cros, vista la maggiore uniformità. Ex voto? Memoria di defunti (lo farebbero pensare le coppie di lettere, forse iniziali di nomi di persona, associate a croci e talvolta inserite in cappelle)?
Certo è materia per esperti, che possono fare riferimento e confronto con altri ritrovamenti nell’arco alpino (ma non con le incisioni della Valcamonica, molto più evolute) e nell’Appennino toscano. Sarebbe bello che potessero dirci cosa volevano comunicare gli autori delle incisioni.
Per quanto riguarda i nostri Sass, peccato che siano in luoghi così impervi, altrimenti potrebbero esercitare un richiamo anche turistico.

P.S. Ho ricavato alcune notizie:
per il Sass de le cros nella rivista del CAI di Agordo "Pont - Valle di San Lucano - Adunanza CAI sez. Agordina 1995"
per il Sass de i nom nell'articolo di Doriguzzi e Tomasi "Interessante ritrovamento nel Comune di Voltago-Frassené" nella rivista "Archivio storico di Belluno Feltre e Cadore" del luglio-settembre 1984.

7 commenti:

  1. Complimenti Giorgio, articolo davvero molto interessante. Del Sass de i nom avevo già sentito parlare, di quello de le cros apprendo l'esistenza solo ora per cui grazie! Ti spiacerebbe indicare come poter raggiungere anche il Sass de i nom? Sarei davvero curioso di dargli un'occhiata.
    Un saluto a te e tutti gli altri che animano questo sito!
    Giulio

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  2. Molto interessante! Anche a me piacerebbe farci una passeggiata e vederlo... grazie della condivisione!

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  3. Per il Sass de i nom, il percorso è approssimativamente (eventualmente chiedere dettagli maggiori a Tita Butol, che mi ha accompagnato col fuoristrada, e che abita a Voltago vicino a Luigi "Chiarofiume):
    si parte dai Laghetti di Frassené verso Rivamonte; in corrispondenza delle prime salite della strada c'è una diramazione sterrata a sinistra (curva a gomito) che con discreta pendenza sale verso l'Armarol. Alla quota di circa 1200 m. si incrocia una strada forestale pure percorribile con fuoristrada. Prendere a destra e dopo un centinaio di metri, poco prima di un torrente, si trova sulla destra il Sass. E' appena sotto strada,ricoperto per gran parte di muschio (anche se in parte asportato durante la nostra ricognizione). Dimensioni grosso modo 2,50 x 1,50 m.
    Buona fortuna!
    Giorgio

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  4. E bravo Giorgio, davvero bello questo articolo...
    Ok si può pensare di organizzare una uscita collettiva in compagnia magari assieme a qualche tecnico...

    Si accettano proposte su quando organizzare... :-)

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  5. Ma dai Luca che bella idea! Una gita per i Digomaner!

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  6. Corretto, Luigi, mi ero sbagliato! La svolta a gomito è a destra.
    Per quanto riguarda la gita al Sass ho ancora in piano qualche w.e. a Voltago prima dell'inverno. Probabilmente a metà ottobre e sicuramente ai primi di novembre. Vediamo...
    Giorgio

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  7. Per metà ottobre-primi di novembre si potrebbe fare, io ci sto. Tra l'altro il bosco in questo periodo è meraviglioso.

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