BLOG APERTO A TUTTI!!

"El Cor" - Foto di Danilo Benvegnu'' -

AGNER e DINTORNI , vuole essere uno spazio a disposizione di abitanti e frequentatori di questi luoghi.
Ovviamente questo vale anche per associazioni, amministratori locali e per tutti coloro abbiano da proporre tematiche inerenti l'Agordino.
E sopratutto vogliano promuovere tante lodevoli iniziative spesso note ai soli abitanti del paese in cui si svolgono!

Inviateci tramite e-mail il programma di quanto organizzate, con molto piacere, sarà inserito quanto prima su Agner & Dintorni..


sabato 31 luglio 2010

mercoledì 28 luglio 2010

El Troi de le berte / Il Sentiero dei racconti



Di Gabriele Riva






Dopo la mostra “a cielo aperto” allestita nell’estate 2006 nel centro storico del paese e dopo il libro pubblicato l’'anno successivo, ora l'Union dei Ladin de Oltach ha completato il progetto “Na olta Oltach. Sant, siori e s-cione de n paes” con un percorso tematico permanente allestito lungo la strada silvo - pastorale, in località Anter le Vai, a monte dell'’ abitato di via Struz.. Dopo aver ripulito per bene la carrareccia dalla ramaglia, le pietre e tutti i detriti accumulatisi in anni e anni di incuria (ringraziamo tutti i volontari che hanno aiutato nella pulitura e nell'allestimento del percorso) la strada, denominata ora “Troi de le berte” è stato allestita, lungo il suo sviluppo, con dieci edicole in legno entro cui sono narrati, con testi nella variante ladina locale e in italiano – corredati da illustrazioni ed immagini fotografiche – altrettanti racconti recuperati dalla storia e dalla tradizione orale paesana e finalmente ora “immortalati” nel tempo.
Dopo la grande teca introduttiva d'’ingresso, il visitatore che sale la mulattiera viene accolto dal Mazarol che lo accompagna nel bosco per condurlo dall’Om Salvarech e dalle Donaze, dal Barba Zucon e da San Martino. E da qui, con un salto nella storia, si possono incontrare i signorotti del vecchio castello medievale e San Lucano – il “vescovo delle Dolomiti”– accompagnato dalla sua fedele Beata Vazza, oppure, più a ritroso nel tempo, ci si imbatte nella storia dei patroni del paese, San Vittore e Santa Corona. Conclude il sentiero l’'episodio delle apparizioni mariane accadute del 1937. L'idea del Troi de le berte non è nata solamente con l'intento di sviluppare il tema della storia, reale o fantastica, legata ai racconti paesani tramandati oralmente, ma anche per recuperare un angolo caratteristico, ma ormai dimenticato, di Voltago in maniera da renderlo ancora fruibile e frequentabile da tutti.



NB: Il sentiero verrà inaugurato mercoledì 18 agosto 2010 alle ore18.00.
Alla manifestazione interverrà il Gruppo folk “I Ladin del Poi che bala” e il gruppo in costume “Betin buli” (La Valle Agordina) che rallegreranno la serata con balli e canti.

Siete tutti invitati a partecipare



Festa Alpina a Voltago



Siete tutti invitati, domenica 1 agosto, alla festa alpina organizzata dal Gruppo Alpini Voltago in località Piandison, vicino al Sass de La Madona, luogo di apparizioni mariane nel 1937. Si raggiunge dal centro di Voltago Agordino, dove troverete le necessarie indicazioni. Vi suggerisco una semplice e piacevole passeggiata per arrivarvi: prendere Via Struz che si trova, arrivando da Agordo, sulla destra poco prima della Piazza del Municipio, arrivati ad un evidente crocifisso in legno parcheggiare la macchina (meglio ancora è lasciarla giù a Voltago) e seguire da lì il percorso tematico "Troi delle Berte", un sentierino nel bosco impreziosito da alcuni recenti cartelli che raccontano la storia e le leggende del paese. Al termine ci si ritrova sulla strada asfaltata che in un paio di curve sale alla casa alpina di Piandison. E' più lunga a dirsi che a farsi!

Come da foto in parte, il programma della festa è il seguente:
ore 11:15 Alza Bandiera
ore 11:30 Santa Messa
ore 12:30 Rancio Alpino sotto il tendone
nel pomeriggio giochi e musica con Jacky

ps: ovviamente gli Alpini non dimentichino il loro inseparabile Cappello Alpino!!!

lunedì 26 luglio 2010

OMBRE D'INCOMUNICABILITA'


Salve a tutti, volevo segnalarvi una interessante mostra di sculture e disegni di Paolo Ren, giovane e talentuoso artista gosaldino (della deliziosa frazione Ren, dove ha anche aperto il suo studio).
La mostra, realizzata con il sostegno di comune e Pro Loco di Gosaldo e della Provincia di Belluno, si terrà dal 31 Luglio al 21 agosto nella chiesa antica (1100 d.C.) di San Giacomo a Gosaldo (BL) e sarà aperta dalle ore 17 alle 21 nei giorni feriali e dalle ore 10 alle ore 21 nei giorni festivi.

L'evento è anche su facebook ed è visibile cliccando QUI

venerdì 23 luglio 2010

Gazzettino di Belluno 23/07/2010

Grazie ad un'articolo  di Mirko Mezzacasa anche oggi siamo stati sul Gazzettino


Sagra Madona de la Nèif






QUANDO: 5 agosto dalle ore 18.00 - 07 agosto alle ore 2.00
DOVE: La Valle Agordina - Impianti sportivi località Conaggia


Maggiori informazioni...
GIOVEDI' 5 agosto: "Festa Granda"
-S.Messa ore 10.00
-Mercato per le vie del paese (tutto il dì)
-Dalle ore 18.00: Spritz e Sangria
-ore 19.00 "EL GIRO DE LE BURELE" Gara podistica
Apertura stand gastronomico e serata con EROS e OSCAR


VENERDI' 6 agosto
-Dalle ore 19.00: Spritz e Sangria (sorpresaaaa)
Apertura stand gastronomico e serata con I TIRATAIE
-ore 20.00 Chiesa parocchiale di S.Michele Arcangelo "CONCERTO D'ESTATE"


SABATO 7 agosto
-RADUNO DEI MEZZACASA
-ore 12.00 Apertura stand gastronomico
-Dalle ore 19.00: Spritz e Sangria
Apertura stand gastronomico e serata con I SOLEADO


DIVERTIMENTO ASSICURATO!
STAND GASTRONOMICO CON SPECIALITA' TIPICHE, OTTIMA BIRRA E FORNITO BAR.
Ampio parcheggio!


L'evento è anche su facebook creato da Andrea Da Roit Porta, Vale De Nardin ʚϊɞ ed è visibile cliccando QUI



giovedì 22 luglio 2010

SEMIFINALI DEL TORNEO AGORDINO DI CALCIO 2010

Il Torneo agordino di calcio è ormai giunto alla fase finale che vedrà impegnate le 4 squadre rimaste che si giocheranno il titolo! 
Domenica 25 Luglio si disputeranno le SEMIFINALI, con scontri incrociati che decreteranno la composizione della griglia per i match della finalissima di Cernadoi, prevista per Domenica 1 Agosto!
Il campo sportivo teatro delle sfide valevoli per le semifinali è quello di Voltago.

Ecco nel dettaglio il PROGRAMMA DELLE SEMIFIALI:

Campo sportivo di VOLTAGO:
_ Ore 15:00 --> VOLTAGO - LE VILLE;
_ Ore 17:30 --> CENCENIGHE - AGORDO 2009.

Le partite saranno inoltre trasmesse in DIRETTA INTEGRALE sulle frequenze di RADIO PIU' con commento minuto per minuto!

Ecco nel dettaglio gli appuntamenti domenicali di Radio Più:
__ dalle ORE 14:45 in poi --> in diretta dallo studio di Radio Più Marco Gaz condurrà 80° MINUTO SPECIALE "DIRETTA INTEGRALE" con collegamenti da Voltago.
Il commento minuto per minuto delle partite sarà distribuito tra tutti i collaboratori di Radio Più.
__ alle ore 20:00 --> 80° MINUTO con i servizi delle partite giocate nel pomeriggio a cura degli inviati dal campo di Voltago.

Si ricordano inoltre gli appuntamenti del LUNEDI' e MARTEDI' sera (dalle ore 20:00 alle 21:00) con CAMPIONATO AGORDINO SHOW, in diretta dallo studio 2 di Radio Più in Taibon Agordino. Presenti in studio Marco "Baghy" Gaz, Daniele "Dedo" De Dea, Marco "Caco" Lorenzi, Andrea "Balda" Baldassi e Manuela "Manu" Friz. Regia MM, alias Mirko Mezzacasa.

mercoledì 21 luglio 2010

Madonna di Voltago

Di Cherubino Miana



Erano in più di cinquanta domenica 04.07.2010 ed altrettanti il giorno prima e il lunedì successivo per celebrare e ricordare presso il sasso di Piandison l’anniversario della madonna di Voltago, persone anziane, ma anche di mezza età o più giovani, la fede nella Madonna ha trionfato anche a distanza di ben 73 anni. Tutti con la loro corona del rosario che hanno recitato assieme come tanti anni fa, pregnati dalla fede che oggi diventa sempre più scarsa.
Non c’erano religiosi ne in tonaca ne in borghese, ne alti prelati, questi ultimi occupati in faccende diverse, aleggiava la preoccupazione degli ultimi avvertimenti che al sasso a pregare non si poteva andare, perché in fondo la scomunica era ancora valida.
Ci penso e mi vien da sorridere. La chiesa sta precipitando verticalmente, lo vediamo tutti i giorni sui giornali. Dall’America dove diverse curie stanno fallendo, per pagar i danni fatti a dei giovani ragazzi che hanno dovuto subire delle violenze nella loro innocenza, al Belgio dove proprio in questi giorni assistiamo a delle cose, che se vere, sono orribili e senza andar lontano restiamo in Italia dove una povera ragazza violentata viene trovata dopo anni nascosta nel sottotetto di un locale sacro. Ma non basta, gli scandali di Propaganda Fide sono solo iniziati ed ha ragione il Papa quando dice che il nemico è dentro la chiesa non fuori e che bisognerebbe prendere il bastone, ma non solo con la base, ma anche con qualche alta carica.
Sasso delle apparizioni



Foto by Da Campo Duilio

Bene non è un piacere parlare di questo mondo sconsolato, lo faccio solo per fare un confronto ed una domanda finale: chi è nel giusto? questi poveri credenti che dopo anni con fede vanno a pregare al sasso delle apparizioni di Voltago o quei personaggi che avendo potere ecclesiastico si macchiano di crimini orribili. Chi di questi merita un futuro di grazia? La risposta non la do io la lascio dare alla gente di buon senso ed a chi ancor oggi pone veti e manda messaggeri in tonaca a minacciare di scomunica dico, lavatevi le mani! perché chi tocca il corpo di Cristo dovrebbe essere e vivere in modo diverso da quello che vive parte di Voi, solo alcuni di Voi credono veramente e quelli sono i veri bistrattati anche all’interno della chiesa.

Cher/2010

RIVAMONTE AGORDINO - MOSTRA DI PAOLO MOSCA E MOSTRA FOTOGRAFICA

Due belle iniziative che meritano una visita in quel di Rivamonte Agordino







Ora :08 agosto alle ore 17.00 - 29 agosto alle ore 19.00
Luogo: RIVAMONTE AGORDINO - TOS EX SCUOLE ELEMENTARI DAL 8 - 29 AGOSTO
Creato da: Giuliano Laveder  
Qui l'evento su facebook
Maggiori informazioni. INAUGURAZIONE 8 AGOSTO ALLE ORE 17,00
ORARIO DAL 8 AL 29 AGOSTO
TUTTI I GIORNI DALLE ORE 17.00 ALLE 19.00

martedì 20 luglio 2010

Festa Madonna del Carmine 2010 - REPORT





La giornata dal cielo plumbeo non prometteva niente di buono.. invece... timidamente alla chetichella uno dopo l'altro I Digomaner di facebook e i frequentatori di questo Blog oltre a moltissima altra gente, hanno fatto la loro comparsa in quel di Digoman, tutto il nord centro Italia era rappresentato arrivando dalla Liguria, Friuli e Toscana e Lazio e tutti erano li per l'annuale festa della Madonna del Carmine.
Per chi frequenta Digoman, è ' un appuntamento imperdibile, viste le premesse, quest' anno lo era ancor di più e non poteva essere altrimenti, insomma... è stata una giornata in crescendo. 
Già per la S. Messa e successiva processione, il numero delle presenze era in linea con le edizioni precedenti, ma con il passare delle ore i partecipanti continuavano a confluire, tanto che gli addetti alla cucina viaggiavano a pieno ritmo tra costicine, luganeghe e maxi caldrola per la polenta, anche la fontana dal paese faceva la sua parte tenendo in fresca le bibite varie... 
Per l'occasione è stato rimesso pure in funzione il vecchio caselo, che per generazioni ha sfornato formaggio, poina e butiro.. 
Presenti gli stand dei "mestier de na olta" (caregheta) e intagliatori di legno (Club Unesco Agordino) e il mitico pittore (non ricordo il nome) che ritrae le montagne come fosse una foto.
Per la prima volta vi era pure un banchetto dei Digomaner... Con in vendita le magliette dei.... Digomaner.. abbiamo fatto il tutto esaurito, bisognerà rifarle, sono andate letteralmente a ruba e molti le aspettano per Agosto.. :-)
NB: Nessun guadagno... "il ricavato della vendita, verrà utilizzato per il ripristino della segnaletica dei molteplici sentieri presenti in zona".
Un ulteriore piccolo segno da parte del gruppo dei Digomaner, sempre convinti che oltre al dire... bisogna passare al fare, a dimostrazione che anche le piccolissime realtà "volendo" posso fare qualcosa, se poi tante piccole realtà trovano una linea concorde che le può far legare e di conseguenza presentare un programma unitario, si può pensare a qualcosa di più ampio per il rilancio del turismo nella conca Agordina, la cosa è sentita... tanto che alcuni dei nomi mitici dei DoloMitici (scusate il gioco di parole) erano presenti.. basta vedere le foto... 
Non è mancato anche il momento istituzionale, quando la grande targa del "Cuore delle Dolomiti che batte a Digoman" creata dal gruppo dei Digomaner, è stata consegnata al Sindaco di Voltago Agordino. Verrà posizionata sul muro dello storico lavatoio che si trova proprio nella piazza centrale del paese.
Cosa aggiungere... Il cuore ha iniziato a battere con vigore, ora le arterie speriamo portino sangue a tutti i paesi della conca Agordina e chissà che non sia un bel sogno che diventa realtà.. spesso perché nascano belle cose, basta crederci, ma la cosa deve essere sentita anche da chi vive sul territorio.
Grazie a tutti per la partecipazione, ed è d'obbligo un BRAVi a tutti i volontari e le associazioni, che con notevole impegno riescono a far rivivere alla grande, anche se per un giorno soltanto il paese di Digoman.
Ci si vede a Digoman per l'edizione 2011 I Digomaner saranno presenti....
Luca Pollazzon



domenica 18 luglio 2010

Festa Madonna del Carmine - Digoman (BL) 18/07/2010

In attesa di un breve report sulla giornata, ecco alcune foto.
(si ricorda che cliccando sulla foto si può vedere ingrandita) 
Buona visione...


S. Messa presso la chiesetta di Digoman

Inizio della processione 

Consegna al Sindaco di Voltago Agordino della targa da apporre in quel di Digoman


 
Foto di alcuni del gruppo I Digomanèr presenti alla festa

Le foto sono di Dino Manchiero.
Grazie a tutti per la bellissima giornata.

venerdì 16 luglio 2010

VOLTAGO 1944 - UN RICORDO CINQUANT' ANNI DOPO

Di Luigi Rivis




Una lodevole iniziativa dell’Amministrazione Comunale
Il libro “Voltago 1944 – Un ricordo cinquant’anni dopo” è stato ristampato

Questo libro, redatto nel 1995 da un Comitato che si era allora costituito per ricordare il 50° dei tragici fatti che il 12 e 13 ottobre 1944” interessarono la comunità di Voltago e in parte quella di Digomàn, era da tempo esaurito e bene ha fatto l’Amministrazione Comunale di Voltago Agordino a curarne la ristampa.
Come promotore e coordinatore di quel Comitato, a distanza di tanto tempo mi sembra utile ricordare perché e come si era arrivati a questo.
Gli antefatti. Eravamo verso Pasqua del 1994. A Digomàn incontro Bruna Pollazzon da poco arrivata da Genova, dove si era trasferita dopo il matrimonio e che, come ogni anno, rientrava al paese natio per qualche tempo.
Dopo i saluti e i convenevoli, nel ricordare i tempi andati, il discorso cadde sul fatto che oramai si avvicinavano i 50 anni della rappresaglia tedesca a Voltago, culminata con l’uccisione di due giovani e l’incendio di numerosi fabbricati (case, stalle e, caso unico, anche del municipio).
Ma anche a Digomàn allora ci furono momenti di terrore quando arrivarono le famigerate truppe delle SS che, fra l’altro, fecero una razzia degli animali che erano nelle stalle (mucche, maiali e pecore). Bruna ricordò che sua madre si era inginocchiata davanti all’ufficiale tedesco perché le lasciassero almeno il maiale, anche se non molto grande. Ascoltavano i nostri ricordi anche due ragazzini e uno sorridendoci disse: “Ma cosa era poi un maiale, cosa poteva valere e per di più piangere e inginocchiarsi proprio per un maiale”.
Con Bruna ci guardammo e ci domandammo che cosa sanno i giovani d’oggi di come era la vita di allora, del valore che un maiale, come una pecora o una mucca potevano rappresentavano per l’economia di una famiglia. Era necessario fare qualche cosa per ricordare e tramandare.
Il Comitato. Contattai altre persone che allora c’erano e che trovai concordi nell’agire in questo senso. Ne parlammo al sindaco con il quale si concordò di andare anche oltre una cerimonia commemorativa; si doveva trovare il modo di lasciare una traccia scritta di quanto era accaduto.
Operativamente si costituì un Comitato che, avallato da una delibera di Giunta, si riunì la prima volta il 21 luglio successivo. Si decise che il sistema migliore era quella di raccogliere in un libro il maggior numero di testimonianze di quanti c’erano nell’ottobre 1944.
Per una completa ricerca delle testimonianze il paese venne diviso in zone, dove ogni componente del Comitato ne avrebbe intervistato gli abitanti. E’ doveroso ricordare i nomi dei componenti che si sottoposero quel lungo e impegnativo (ma per tutti gratificante) lavoro: Costantino Cinti, Giovanni Dal Col, Antonio Miana, Nillo Miana, Giovanna Riva, John Riva, Luigi Rivis, Emilio Santomaso, Loris Santomaso.
Il libro. Nelle ben 79 testimonianze raccolte ci sono i ricordi mai sopiti nella memoria di chi allora aveva da 5 a 43 anni. E, come prestabilito dal Comitato, il libro non porta il nome di un autore, perché l’autore è la popolazione di Voltago e Digomàn: solo con tutte quelle testimonianze ne è stata possibile la sua compilazione.
Proposta. Sarebbe auspicabile che all’inizio di ogni anno scolastico, ad ogni alunno della 5^ elementare venisse donato dal sindaco in persona una copia del libro: è un modo di delegare anche ai ragazzi, che per loro fortuna non hanno subito l’atrocità della guerra, la responsabilità di portare avanti questa memoria perché le nuove generazioni sappiano quello che è stato e anche quale monito perché ciò non si ripeta.
Luigi Rivis

SAN LUCANO, IL SANTO AMICO DEI VOLTAGHESI

Di Luigi Rivis


Ricordi tra leggenda, tradizione e fede popolare


San Lucano, che dagli Agordini è considerato l’evangelizzatore delle loro terre, ha dato il nome alla valle omonima (San Lugàn, in dialetto) perchè il vescovo eremita ha vissuto gli ultimi anni della sua vita in una grotta di quella valle. Vita che è rievocata in vari libri e biografie, anche se alcuni fatti sono avvolti nella leggenda.




La storica chiesetta a San Lucano in una foto dei primi decenni del secolo scorso




Nessuna fonte però ricorda che San Lucano aveva una particolare benevolenza per gli abitanti di Voltago, come è stato sempre riconosciuto e testimoniato nei costumi popolari e nei ricordi che la tradizione orale ha tramandato da una generazione all’altra.


Ma questi ricordi si affievoliscono sempre più, perché alle attuali generazioni sembra non più interessare in cosa consisteva questa benevolenza e le motivazioni che la sostenevano; motivazioni legate essenzialmente al mondo rurale di allora.


Era ed è un fatto locale, che ovviamente non può interessare la grande storia, ma che merita di essere ricordato attingendo appunto ai ricordi e testimonianze di chi è vissuto in quel contesto.






Prima che i ricordi impallidiscano


Dai i ricordi degli anziani di Voltago e Taibon, e rammentando quello che anch’io sentivo da piccolo, risulterebbe che fra tutti gli abitanti dei poveri villaggi della zona, quelli di Voltago erano i più generosi verso il vescovo Lucano nell’accoglienza e per il suo sostentamento, quando vi si recava per evangelizzare. Così, quando venne a Voltago per l’ultima volta, sentendo ormai prossima la fine, disse loro: “Quando avrete bisogno per la vostra campagna di sole o di pioggia, venite a pregare sulla mia tomba ed io vi esaudirò”.


Non promise guarigioni o altri miracoli, ma quello che allora - e fino a qualche decennio fa - era un ausilio per la sopravvivenza in montagna, e cioè il corretto alternarsi nella stagione estiva della pioggia e del sole.


Anche se ora elogiamo il presente circa le previsioni meteorologiche, non è giusto sorridere o anche disprezzare il passato, perché quelle sono state le nostre radici consolidate nel tempo e rinnegarle è come rinnegare noi stessi.


E da allora, quando prolungati periodi di siccità o di piovosità mettevano in pericolo i raccolti (il che voleva dire anche fame), se gli anziani di Voltago decidevano che era ora di ricorrere alla promessa di S. Lucano, veniva organizzata una processione alla quale partecipava almeno una persona per nucleo famigliare.


La prima volta che presi parte, in rappresentanza della famiglia, ad una di queste processioni avrò avuto 8 – 9 anni e fu per chiedere la pioggia. La partenza era di buon mattino. In un vecchio tascapane militare la mamma mise una bottiglietta di latte, del pane e del formaggio. A tracolla mi sistemò pure un ombrello legato con spago. Protestai, perché con una così bella giornata l’ombrello non sarebbe servito. “Quando si va a S. Lucano col sole si ritorna con la pioggia e viceversa” mi rispose. In effetti anche altri di Digomàn e di Voltago avevano l’ombrello.


La processione partiva dalla chiesa, con la croce e il parroco in testa. Non descrivo la processione fino alla chiesetta di S. Lucano, perché lo ha già ben fatto Gabriella Soppelsa Miana nel Bollettino Parrocchiale dell’agosto 2004, quando ha ricordato quella del 20 luglio, festa di San Lucano.


Ricordo solo che passando per Brugnach e poi Taibon molte delle persone al lavoro nei campi, vedendo la processione, lo lasciavano e correvano a casa a cambiarsi per poi accodarsi a noi. E questo fa ripensare al modo di dire degli stessi abitanti di Taibon, quando necessitava la pioggia o il sole: “Fino a quando non passano quelli di Voltago, il tempo non cambia”.


E che nella ricorrenza della festa patronale del 20 luglio, alla parrocchia di Voltago fosse riconosciuto un qualche privilegio lo si ricorda perché quel giorno venivano officiate due messe: la prima era sempre celebrata dal parroco di Voltago che vi si recava in processione con i suoi parrocchiani, la seconda, la “Messa Granda”, aveva ancora come celebrante principale il parroco di Voltago assistito da altri parroci, generalmente di Taibon e di Frassenè.


A Taibon tramandano anche un’altra ragione per la quale si ritiene che il Santo fosse riconoscente agli abitanti di Voltago: quando d’inverno non aveva di che nutrirsi e il freddo nella valle si faceva sentire, si rifugiava in qualche casolare della più solatia Voltago.


E a Voltago esiste una casa, detta “Dei Carli”, che per tradizione-leggenda tramandata nei secoli, avrebbe ospitato il vescovo Lucano anche quando, per arrivare nell’Agordino, è probabilmente passato per Voltago.

l’attuale casa “dei Carli” a Voltago.




Quale itinerario da San Lugano a San Lucano del vescovo Lucano?


Dalla biografia di Lucano, si è visto che prima di arrivare nell’Agordino si era rifugiato sopra Cavalese, nella Val di Fiemme, in una località ora chiamata San Lugano. Ma le biografie non dicono per quali passi alpini sia passato per sfuggire ai suoi persecutori. Infatti da una parte è scritto “Partì dalla Valle di Fiemme e, attraverso difficili strade e valichi montuosi arrivò, dopo parecchi giorni nell’Agordino”; per altri “Oltrepassò le crode e scese verso la conca Agordina”; oppure si elencano solo i valichi che mettono in collegamento la Val di Fiemme con l’Agordino.


Un possibile percorso “ragionato” e condivisibile è stato descritto nel Bollettino Parrocchiale “Voci di Primiero” dell’agosto 1948. Queste le parti essenziali.


“Per dove dobbiamo ritenere sia passato nel suo tragitto da San Lugano di Fiemme a San Lucano di Agordo? Che via avremmo percorso noi nel suo caso?


Il passo di San Pellegrino: è possibile, ma non probabile, perché la direzione del viaggio doveva puntare verso oriente con tendenza al mezzogiorno e non a settentrione. Per la medesima ragione è escluso ancor più il passo Pordoi, che del resto avrebbe portato troppo lontano dalla meta finale, costringendo ad un lungo e inutile giro vizioso. Il passo delle Comelle che supera i 3500 m, roccioso e disagevole anche ora, a quel tempo era impossibile. E allora?


Restano tre valichi: quello di Vallès, alle sorgenti del Travignolo, scosceso e faticoso, a oltre 2200 m, quello di Rolle inferiore a 2000 m e il Colbricon, più basso, ambedue facili anche nella mancanza di sentieri. Questi, piegando il cammino in direzione opportuna, l’avrebbero occultato in una valle boscosa, fuori di mano e condotto alla porta naturale dell’Agordino, da cui immigrarono i primi abitatori di Primiero, al passo comodissimo di Cereda”.


Dal Cereda, per Gosaldo e valicando il Poi nel punto più basso di Forcella Aurine in località “Cristo de le Traversade”, si arriva da noi per la vecchia e battuta via romana.


Luigi Rivis



Ringrazio


- per le ricerche presso l’Archivio don Tamis di Taibon: Mario Diluviani;


- per le testimonianze-ricordo: Gino Benvegnù, Luigina Lena, Alessandro Miola, Dora Riva, Liberale Santomaso.





mercoledì 14 luglio 2010

18 LUGLIO RIFUGIO SCARPA - MONTE AGNER

Ricevo dagli amici del Rif. Scarpa e volentieri pubblico


Domenica  18 luglio  al rifugio E. Scarpa  a  Fressenè Agordino  sarà dato uno spazio alla vegetazione nelle sue applicazioni medicinali e gastronomiche.
Durante la conferenza, condotta dalla dott.ssa Laura Vianello, che inizierà alle ore 11.00  verrà considerato il concetto di salute e come , accanto alla medicina tradizionale occupa un ampio spazio la fitoterapia, lo studio delle piante che presentano un effetto terapeutico.
La parte usata della pianta in fitoterapia è chiamata  droga. Della droga verranno  descritte  le procedure, dalla raccolta all'estrazione dei principi attivi.
E' stato scelto di considerare piante autoctone del nostro Paese anche per permettere a tutti di poterle riconoscere e magari anche di poterle usare.
Alcune piante hanno un utilizzo medico ma possono rappresentare aromi  e ingredienti perfetti per alcune pietanze preparate a regola d'arte da Teresa che gestisce il rifugio con il marito Renzo.
La manifestazione è stata organizzata con il patrocinio del Centro Studi Riviera del Brenta.
Il rifugio è raggiungibile a piedi oppure con la seggiovia.
Per informazioni : 0437 67010 – 

RIVAMONTE - FIORI NASCOSTI - Campanula Latiloba

Di Cherubino Miana



Vi è mai capitato di arrivare per caso in un luogo vicino al quale siete transitati moltissime volte senza aver notato nulla di particolare....ecco ...
bianco
stamane mi è successo che fermatomi a vedere un albero colpito dal fulmine, mi sia accorto che in una zona ombreggiata dove gli ontani avevano il soppravvento, con qualche acero perso in mezzo, abbia notato nel sottobosco una distesa di fiori
mai vista, spettacolari.
Voglio farvi partecipi e dire agli amici di Rivamonte sapete dov'è questa meraviglia del vostro territorio. Segreto...

Campanula Latiloba
solo chi merita certi scorci del paradiso terrestre 
Prato completamente invaso da bellissimi fiori
che ci circonda ha la fortuna di imbattersene, girate di più nelle nostre zone, anche negli angoli dove pensate nulla possa crescere di interessante e scoprirete delle bellezze d'ogni tipo.
azzurro/viola
 Ora mi aspetto che qualcuno in compenso mi dica il nome di questo bellissimo fiore.
particolare del prato

venerdì 9 luglio 2010

L'origine del nome Digomàn













Di Luigi Rivis
In occasione della ristampa della prima edizione del libro PRIMA CHE I RICORDI IMPALLIDISCANO, (che sarà in vendita il 18/07/2010 in occasione della FESTA a Digomàn) il noto glottologo agordino Giovan Battista Pellegrini ci ha fornito la seguente Noterella etimologica, che aggiunge un autorevole contributo alla conoscenza storica sull’origine del nome Digomàn.

«Non è difficile dimostrare che l’Agordino meridionale (sotto la Chiusa di Listolade) è stato fin dall’epoca antica più intensamente popolato rispetto alla sezione settentrionale che prima del 1000 ci offre ancora uno scarso indizio di popolamento, priva forse di stanziamenti stabili (salvo qualche eccezione). È pertanto probabile che anche i nomi di luogo siano in parte di formazione antica, come del resto si può leggere nel mio Contributo allo studio della romanizzazione della Provincia di Belluno che scrissi da vari anni (Padova 1949).
È dunque possibile ritenere che anche il paesino di DIGOMÀN in comune di Voltago Agordino, fosse già modestamente abitato in epoca romana con uno stanziamento umano assai ristretto, ma stabile.
Mentre l’etimo è assicurato, più difficile è stabilire un significato preciso del nome locale. L’analisi linguistica ci assicura la derivazione dal latino decumanus che si alterna con la forma decimanus. Si tratta di terminologia gromatica (cioè riferita alla misurazione del terreno). I significati, pur affini, alludono ad un decimus e si possono individuare anche in un buon dizionario scolastico. Ritengo che, trattandosi di misurazione di terreno, essa corrisponda ad un "limes", cioè ad una traversa di terreno. Di norma nelle città il decumanus (linea trasversale da Ovest ad Est) si oppone al cardus (linea opposta che corre da Nord a Sud), ma nel nostro caso non possiamo applicare tale regola e per ora ci accontentiamo di vedere nel toponimo una divisione agraria; è importante stabilire che il tipo toponimico è assai frequente ed ha un doppio esito: decumanus ha dato il tipo Digoman(o), mentre decimanus, con fonetica perfettamente regolare, si è evoluto in dusmàn e forme simili.
Nelle mie Ricerche di toponomastica veneta (Padova 1978, p. 340) riporto varie attestazioni di Digomano, Dicomano, Dusmàn, ecc. Ma una ampia discussione del nostro tipo toponimico agrario ci offre il contributo, assai ampio, di A. Campana, Decimo, Decimano, Dismano che si fonda soprattutto sulla spiegazione di Dismano romagnolo, nel volume Emilia romana, Firenze 1941 (con varie tavole f.t.). Per il Veneto si veda soprattutto Dante Olivieri, Toponomastica veneta, Venezia-Roma 1961, p.131. Sono ora meno convinto che il nome possa risalire alla antroponimia antica e cioè al nome di persona Dicomanus, ma debbo dichiarare che anche qui mi mancano le attestazioni medievali che di certo non sarà difficile di individuare in seguito».
Una ulteriore informazione sull’origine del nome Digomàn la si ritrova pure nel pre-gevole e interessante volume di Edoardo Gellner, Architettura Rurale nelle Dolomiti Venete - Cortina d’Ampezzo, Ed. Dolomiti, 1988, dove a pag. 38 è riportato:
«Tracce di segni agrimensurali analoghi a quelli di Valle sono stati localizzati (...) anche nell’Agordino Sottochiusa, ove si è potuto anche localizzare il sistema dei caposaldi trigonometrici su cui la perticazione del territorio era stata ancorata: l’asse principale di una maglia quintaria taglia una località dal sospetto nome di "Digoman" (decumano – Pellegrini, GB., 1949, 44) per dirigersi, con orientamento astronomico di 45° sud/ovest – nord/est, passando per il centro di Agordo, il passo Duran, la fiancata dell’Antelao, fino ad Aguntum». (1)
(1) Aguntum era una città “municipio” romana posta a capo dei territori delle valli della Drava e della Pusteria. I suoi resti sono stati localizzati presso Lienz. (ndr)