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"El Cor" - Foto di Danilo Benvegnu'' -

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sabato 3 luglio 2010

S. PIETRO

Di Cherubino Miana


L'odore del sambuco in fiore ti faceva scoprire le piante anche se nascoste in mezzo al bosco, così l'aria della sera si impregnava della fragranza resinosa dell'abete rosso, del larice e del maggiciondolo, ma col passare dei giorni, il sambuco riusciva a primeggiare, era una primavera-estate...strana come la natura volesse darti di più, poi venne S. Pietro e quando il vento cambiava riuscivi a sentire le campane della chiesa di Agordo fin sù verso Voltago, ma anche sopra verso i prati di Manzana.







Era il giorno del mercato e della fiera sulla piazza, delle cerimonie religiose, del vestito nuovo più leggero, S. Pietro....i primi piselli della nonna fatti in umido con fette di salame nostrano, l'inizio dello sfalcio dei prati, Lei, la nonna che ti portava la polenta ed il companatico il tutto in una gerla panciuta, per il nonno diceva....ma io sapevo che per Lei era una soddisfazione scodellarci nel piatto le sue primizie, lei che abitava solo cento metri più in basso, ma su una zona soleggiata e per finire, il bicchiere di vetro con i primi ribes rossi di sua produzione con lo zucchero....il mercato, ma perchè andarci, lo potevi guardare dal colle sopra la casa dei nonni, sentivi le musiche delle giostre o i rumori insoliti del circo,perchè andarci se non avevi soldi, magari ti compravano un'elica di plastica in cima ad un bastoncino e tu la tenevi sulla finestra così vedevi il giro d'aria che chiamavi vento. E poi perchè andarci dicevano i nonni...non sai che il giorno di S. Pietro arriva sempre un temporalone ed è la madre di S. Pietro che piange per come gli han crocifisso il figlio....poi però il pomeriggio ti premia con un bellissimo arcobaleno...che vedi meglio quì dalla casa dei nonni, sopra il colle, così tu convinto, ti sedevi ad ascoltare dall'alto i runori della piazza aspettando il temporale...




Sta sera invece sono quì, sotto un tendone megagalattico sul prato rasato del broi ed un odore intenso di Wurster e patatine fritte ti invade a sbuffi il capannone. La cucina è lassù, fuori dal grande tendone, per sicurezza, ma l'odore ti raggiunge lo stesso....cosa ci faccio qui a quest'ora tarda? Mi incanto al suono della fisarmonica e degli altri strumenti, mi incanto e mi lascio portare dai pensieri mentre osservo i ballerini danzare....quanto è vario sta sera il panorama...vedo il muratore con sua moglie, ancora dritto con la faccia abbronzata dal cantiere, le mani son si indicative, ma ora non vedi più le manone di una volta piene di crepe dovute al cemento o alla calce, anche il casaro sta sera è sceso a valle, i suoi capelli e la folta barba odorano del fumo del caseificio, lui balla stancamente ma si vede che conosce i passi, la musica,la polka no...lui non la balla si ferma appagato a guardare gli altri...e nel vorticoso girare riscopri la tua gioventù....nelle ragazze di diciott'anni riscopri o ricordi i primi amori, ecco si quella morettina dai capelli lunghi ti ricorda Lei e Lei e quella che ti è rimasta dentro a distanza di anni,...poi ti attira una signora bionda....balla solo i balli di gruppo, Lei è molto magra, ma balla come fosse una professionista e mentre la guardo danzare...mia moglie...più pratica mi fa osservare...come balla bene..non è Italiana...ed in effetti terminati i balli di gruppo mi tocca andare a complimentarmi...è una badante in libera uscita...faceva la ballerina al Bolshoi di Mosca, ti credo che anche un solo sguardo ti facesse capire che era diversa...la musica riprende...lei mi prende per mano e mi dice in un perfetto italiano...dai balliamo...mi devo arrendere...anch'io potrò sempre ricordare di aver ballato con una delle prime ballerine del Bolshoi...S. Pietro in fondo è anche questo.



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