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"El Cor" - Foto di Danilo Benvegnu'' -

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Ovviamente questo vale anche per associazioni, amministratori locali e per tutti coloro abbiano da proporre tematiche inerenti l'Agordino.
E sopratutto vogliano promuovere tante lodevoli iniziative spesso note ai soli abitanti del paese in cui si svolgono!

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domenica 16 ottobre 2011

VIDEO / ITINERARIO CASE BORTOT - RIF. 7° ALPINI (MONTE PELF)

Altro bellissimo video dell'amico Michele - Alfazulo.

Buona visione.


Ascesa al Monte Pelf per la via normale. Due giorni tra le meraviglie del Parco Nazionale delle Dolomiti Bellunesi.

1° Giorno. Dalle Casere Bortot a q. 694 m si inizia il cammino seguendo il facile sentiero 501 che taglia il versante orientale del monte Tèrme e si inoltra sulla destra orografica dell'impervia valle del torrente Ardo (Val de l'Art).
Si prosegue fino a toccare il fondovalle presso il Ponte del Mariano a q. 681 m per poi continuare in salita sul fianco sinistro della valle fino ad incontrare un tratto di sentiero abbastanza ripido denominato Col de le Ortighe.
Dopo aver percorso un breve tratto pianeggiante che intaglia la roccia si scende nuovamente fino al torrente Ardo per poi prendere nuovamente quota tra numerose cascatelle e marmitte ed incontrare, dopo poco tempo, il ripido e faticoso tratto finale del segnavia 501, il cosiddetto Calvario, che permette di raggiungere il Rifugio 7° Alpini al Pis Pilòn a q. 1500.
Dal Rifugio è possibile ammirare il grandioso belvedere dolomitico della Schiara e la famosa guglia rocciosa chiamata Gusèla del Vescovà.


2° Giorno. Dal Rifugio 7° Alpini, attraverso il sentiero 505, si prosegue in direzione della Forcella Pis Pilòn a q. 1733 m da dove si apprezza un bellissimo scorcio verso le pareti meridionali della Schiara ed il versante settentrionale del Monte Serva. Da qui il cammino continua per un sentiero ben marcato, con modesti saliscendi attraverso un vallone ricco di prati fioriti, fino all'incrocio con il segnavia 511 che si trova poco prima di Forcella Caneva (accesso al Pelf da Pian de Caiàda).
Si sale ora in direzione nord, fra affioramenti rocciosi e piccoli macereti, oltrepassando la marcata selletta che separa il modesto Sass de Mel con il crinale meridionale del Pelf e poi rimontare i ripidi pendii prativi e superare qualche passaggio di roccia fino a raggiungere la cima del Monte Pelf a q. 2500 m. Panorama straordinario che permette di vedere la Valle del Piave, le Prealpi e la pianura Veneta, i colossi dell'Antelao, Sorapìss, Pelmo, Civetta, Tofane, Marmolada e le Pale di San Martino e poi ad oriente gran vista sul Còl Nudo, le Dolomiti Friulane e le Alpi Carniche.
Il percorso del ritorno è lo stesso di quello della salita fatta eccezione per la deviazione che segue il sentiero 511 scendendo verso il Bivacco della Medassa a q. 1340 m fino al Ponte del Mariano.





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