BLOG APERTO A TUTTI!!

"El Cor" - Foto di Danilo Benvegnu'' -

AGNER e DINTORNI , vuole essere uno spazio a disposizione di abitanti e frequentatori di questi luoghi.
Ovviamente questo vale anche per associazioni, amministratori locali e per tutti coloro abbiano da proporre tematiche inerenti l'Agordino.
E sopratutto vogliano promuovere tante lodevoli iniziative spesso note ai soli abitanti del paese in cui si svolgono!

Inviateci tramite e-mail il programma di quanto organizzate, con molto piacere, sarà inserito quanto prima su Agner & Dintorni..


lunedì 28 maggio 2012

Se 70 anni vi sembran pochi...

di giorgio casera

Sabato 19 maggio si è svolta la classica gita dei coscritti del ’42 di Voltago-Frassené. Il ritrovarsi assieme per una giornata intera, tra coscritti, loro coniugi e… qualche infiltrato che sorvola sulla data di nascita, da una diecina d’anni è diventata una consolidata tradizione. Così come consolidata tradizione è il fatto di fare sempre rotta verso il Nord: Trentino e Alto Adige sono le costanti mete dei viaggi, e questo è abbastanza curioso: mai andati al sud, verso ill mare! Forse ci sentiamo più rassicurati, pur in nuovi luoghi, in presenza di paesaggi familiari, le montagne. Sarà un fatto di DNA, mah! Raccolti i partecipanti distribuiti tra Frassené, Voltago ed Agordo, il pullman guidato dal bravo Renzo inizia il lungo percorso dirigendo verso il Passo S. Pellegrino per scendere poi nella Val di Fassa e procedere verso Ora. Sono quasi due orette di viaggio, trascorse a chiacchierare e a guardare il paesaggio, illuminato da una bella giornata, che terminano, per una prima sosta, a San Lugano, dopo Cavalese, per una sostanziosa colazione a base di salumi e formaggi vari. Dopo la provvidenziale sosta si riparte per la Val di Non, tra un’apoteosi di meleti e vigneti, fino ad arrivare, a metà mattina, alla prima meta della giornata, il Castel Thun.
Ingresso al castello (porta Spagnola)
Il castello, molto interessante per la posizione dominante l’ampia Val di Non e per la sua architettura difensiva, fu costruito nel XIII secolo dalla potente famiglia Thun, feudatari imperiali, come ci racconta la guida, e ampliato successivamente nel ‘500 e nel ‘600, sia per adeguarlo al comfort dei tempi, sia per esigenze difensive (ci sono tre muri di cinta e due fossati). La famiglia Thun era una vera famiglia “multinazionale”, con rami in Austria e Boemia, che seppe sfruttare la benevolenza dei vari regnanti per incrementare possedimenti e potere. Il ramo italiano si estinse nella metà del ‘900 e, dopo varie vicissitudini il castello venne acquistato dalla Provincia di Trento (che come sappiamo è piena di “schei”). Tanti anni di restauro ma ora il castello è godibile dal pubblico. Molti gli spunti interessanti durante la visita, i servizi (le vecchie cucine, il forno del pane), i trofei di caccia, gli ambienti domestici e di studio, con gli arredi (e le bellissime stufe di maiolica) rimasti praticamente nelle dotazioni e nello stato lasciato dall’ultimo conte Thun: tra questi la famosa “stanza del vescovo”.interamente rivestita di legno di cirmolo e con soffitto a cassettone (e grande stufa di maiolica in un angolo).
Una delle tavolate
Finita la visita al castello è già ora di pranzo, e allora il pullman ci riporta a S. Michele all’Adige dove l’albergo Capriccio ci ha preparato le tavole imbandite e un pranzo degno dell’occasione. Cibo, bevande e “ciacole” costituiscono il relax per le “fatiche” della lunga mattinata e ci preparano per l’appuntamento del pomeriggio, l’Abbazia di Novacella. Per arrivarci dobbiamo andare verso Bressanone e quindi altra tirata di pullman verso nord costeggiando l’Isarco. Arriviamo infine al paese di Novacella, al centro del quale si trova l’abbazia. E’ un’antica abbazia agostiniana, fondata nel XII secolo e dotata dalle origini di notevoli estensioni di territori da coltivare ed amministrare, lascito dei nobili dell’epoca. Nei secoli seguenti l’abbazia continuò ad ingrandirsi in terreni e fabbricati, mantenendo comunque costante le sue due funzioni fondamentali: il ricovero dei pellegrini che passavano le Alpi per andare a Roma o in Terrasanta, e l’educazione di fanciulli ed adulti attraverso il collegio interno. Una ricchissima biblioteca (75000 volumi) testimonia l’importanza dell’abbazia come centro di studi e una varietà di stili nelle costruzioni (romanico, gotico, barocco, rococò) indicano l’evoluzione delle costruzioni nei secoli.
Castel dell'Angelo a Novacella
Un grosso supporto alle attività pastorali e di formazione viene dalla coltivazione della vite e dal commercio di vino: si producono fino a 700.000 bottiglie all’anno, ci racconta la guida, e di vino pregiato: quello di punta sembra sia un ottimo sylvaner! Alla fine siamo un po’ stanchi e la visita si fa frettolosa. Ci ritroviamo tutti fuori nel chiostro accanto al pozzo delle meraviglie . Prima di tornare sul pullman per il rientro però ci predisponiamo alle foto di rito, ricordo della giornata.
Una parte dei coscritti doc
Ritorno lungo (2 ore abbondanti) attraverso la val Badìa e la val Parola per poi scendere verso Caprile e, via via fino ad Agordo e Frassené. Ad ogni sosta saluti agli amici che scendono con l’augurio di ritrovarci ancora l’anno prossimo e il ringraziamento agli organizzatori della gita, Ilva, Dino e Gaetano. Una giornata “intensa”, ma ci voleva!
P.S. A margine della gita. Ancora una volta, attraversando il confine con le province autonome di TN e BZ pare di entrare in un altro mondo! Viabilità nuovissima e funzionale (cavalcavia, sottopassi, circonvallazioni dei paesi) per la gioia degli automobilisti, una florida agricoltura (file sterminate di meleti e vigneti) ma anche diffusi insediamenti industriali. Da queste visioni si percepisce un benessere il cui paragone con noi “poveri” abitanti della provincia di Belluno provoca un effetto un po’ deprimente…

1 commento:

  1. Bel resoconto Giorgio, Castel Thun mi sono ripromesso di andarci prima o poi.
    E tu mi sproni ulteriormente.
    Mi mancherebbe anche Novacella... uhmm... quasi, quasi con la scusa di provare qualche moto nuova, mi regalo una giornata in sella... vedremo.

    Quanto al divario con i vicini, effettivamente è cosi e salvo rivoluzioni che non intravvedo al'orizzonte, purtroppo ho paura che permanga ancora per molto, se non si accentui ulteriormente..

    RispondiElimina