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lunedì 20 febbraio 2012

I CAPITELLI DI DIGOMAN

Interessante articolo di Luigi Rivis, relativo ai Capitelli votivi di Digoman, pubblicato sul Bollettino Parrocchiale "Sot l'Agner e la Croda Grande" di dicembre 2011

Grazie a Luigi, per la concessione dell'articolo.




Dove sono 

Nei dintorni di Digomàn esistono due capitelli votivi, che quando vennero costruiti (non si sa quando) erano posti a fianco della strada che da Voltago conduceva nei pressi della chiesa di Rivamonte, passando per Digomàn.

Questa strada (ma sarebbe più corretto chiamarla viottolo o mulattiera, dato che era larga attorno al metro) da Voltago, dopo il Mas scendeva, passava accanto al mulino (ora esiste solo qualche rudere) e attraversava la Sarzana dove ora esiste la presa d’acqua per la centrale della Val del Muss, risaliva un ripido pendio fino alle Rivazze dove era posto il primo capitello (detto appunto Delle Rivazze); la strada proseguiva poi in piano fino a Polèt, da dove riprendeva a salire verso Col da Lach; ma prima di lasciare Digomàn passava a fianco del secondo capitello, detto Dei Piai (o anche Del Rustighel).

Questa strada rimase in uso fino al 1921 quando venne sostituita dall’attuale carrabile Voltago-Miotte, strada che oltretutto servì anche a togliere Digomàn dall’isolamento.

Ma il tracciato della nuova strada passa lontano dai capitelli e ora nessuno ne percorre più la vecchia per necessità o si avvicina agli stessi per gli usuali lavori agricoli di una volta: così i due capitelli sono stati, per così dire, abbandonati e nel tempo sono lentamente degradati.




Recuperato il capitello “Dei Piai”  

foto di Lino Fornaini

Domenica 17 luglio 2011, a Digomàn, oltre a festeggiare la ricorrenza della Madonna di Lourdes, dopo le tradizionali funzioni religiose (messa e processione), poco sopra l’abitato di Digomàn si è svolta una significativa cerimonia: la benedizione del restaurato capitello votivo che da molti anni (o secoli?) esiste in quel luogo.

Che fosse necessario un drastico intervento di recupero di questa antica struttura, non c’erano dubbi: si era talmente inclinato che oramai era prossimo a crollare.

Un plauso e un riconoscente ringraziamento da parte delle nostre comunità, e non solo di Digomàn, a chi si è fatto promotore e a chi ha lavorato a piodek” per il restauro,

Gli interventi di recupero sono stati particolarmente delicati, per lo stato di degrado della struttura: c’era il rischio che tutto crollasse appena fossero iniziati i lavori; ma l’abilità degli operatori ha avuto la meglio, riuscendo anche a conservare l’interno originale.

Varie persone hanno prestato volontariamente la loro opera a piodek; fra questi merita ricordare, in ordine alfabetico, alcuni di loro: Alessandro Lazzarini, Attilio Casera, Olivo Pedrech e Rino Da Ronch. Per l’acquisto dei vari materiali necessari (cemento, sabbia, la cancellata in ferro, lamiere, ecc.), sono stati utilizzati i fondi raccolti durante la sagra di Digomàn del 2005 e le offerte di privati: fra questi, la segheria Casera di Voltago, che ha regalato le parti in legno.


Ora tocca al capitello Delle Rivazze 
foto di Lino Fornaini

Anche il secondo capitello di Digomàn, quello delle Rivazze, non è in migliori condizioni di quello dei Piai. 

Sempre nell’ottica della difesa dei patrimoni storici e culturali, dei volontari hanno deciso che il prossimo anno interverranno per una opportuna manutenzione anche di questo capitello.

Da una stima di massima, ritengono che per l’acquisto dei materiali la spesa necessaria sarà minore di quella per il capitello dei Piai, comunque dell’ordine dei 500 euro.

Con l’augurio che tutto proceda nel migliore dei modi, rivolgiamo un anticipato ringraziamento a coloro che si presteranno per i lavori, sempre a piòdek, come è nella loro natura. 




Cosa sono i capitelli votivi 

Il capitello votivo (in dialetto Altriòl o Capitèl, cioè piccola cappella) è un altro tipico esempio di come anche nelle nostre zone, attraverso semplici costruzioni in muratura, nel tempo si è espressa la pietà popolare e lo spirito di comunità.

I soggetti religiosi all’interno dei capitelli sono generalmente delle piccole immagini sacre, come sculture in legno, metallo o ceramica, davanti alle quali mani devote deponevano i fiori di stagione.

Erano generalmente posti nei luoghi di confine o sui valichi; ma più spesso agli incroci delle strade o a fianco delle stesse, strade che una volta erano le normali vie di comunicazione, mentre ora sono ridotte a semplici sentieri, pochissimo o per nulla frequentati.

Ma a quei tempi, non sempre le persone si fermavano presso i capitelli solo per una preghiera: quando allora tutto si doveva portare a spalla (con la gerla o altro), questa era anche l’occasione di posare il carico sulla polsa e concedersi un breve riposo.





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