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"El Cor" - Foto di Danilo Benvegnu'' -

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sabato 21 agosto 2010

I porcini "mat"

Non ho mai visto come quest’anno, da più di venti che frequento Voltago, tanti porcini “mat” (boletus luridus e varietà affini). Come è noto agli appassionati, il luridus è velenoso crudo e commestibile (buono!) cotto, come riportano tutti i sacri testi e come evidenziato in tutte le mostre micologiche. La recente gettata fa seguito ad un luglio caldo e senza precipitazioni (possiamo chiamarlo periodo di preparazione nel sottosuolo) e poi alle prime settimane di agosto fresche e con frequenti piovaschi: la gestazione ideale perché al successivo aumento della temperatura (e alla fase lunare favorevole) si verificasse questa abbondante produzione.


Naturalmente se ne vedono tanti in giro perché i raccoglitori di funghi, ed in particolare i voltaghesi doc, li snobbano. Sarà per il nome poco accattivante, sarà per il colore rossastro del gambo, che lo fa assomigliare al velenoso satanas, sarà per la tradizione, il porcino “mat” finisce quasi esclusivamente vittima di lumache o altri animali.
In questo segue analogo destino dello Steccherino dorato (Hydnum repandum), pur abbondante nel territorio, ugualmente classificato come commestibile, ma per tradizione non raccolto (un compaesano cui avevo mostrato in passato alcuni esemplari mi disse: “Noi non li raccogliamo, perché i nostri vecchi non lo facevano…”
Al destino del luridus citato sopra bisogna associare due eccezioni: una, la raccolta e il consumo da parte di chi non si lascia suggestionare dalle circostanze e si fida della sua testa (e del suo palato); due, quando mangiate in ristorante le pappardelle ai funghi pensate che il condimento sia di porcini reali? Io ne dubito (in ogni caso la qualità non viene compromessa).

1 commento:

  1. Ciao Ottavio, BUON esordio come autore su Agner e Dintorni, il tema è sicuramente allettante...
    Dopo commento in maniera più approfondita.
    Sani

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