BLOG APERTO A TUTTI!!

"AUTUNNO" foto di Attilio Pietrogiovanna

AGNER e DINTORNI , vuole essere uno spazio a disposizione di abitanti e frequentatori di questi luoghi.
Ovviamente questo vale anche per associazioni, amministratori locali e per tutti coloro abbiano da proporre tematiche inerenti l'Agordino.
E sopratutto vogliano promuovere tante lodevoli iniziative spesso note ai soli abitanti del paese in cui si svolgono!

Inviateci tramite e-mail il programma di quanto organizzate, con molto piacere, sarà inserito quanto prima su Agner & Dintorni..


mercoledì 3 aprile 2013

LE PULITHIE DE PASCA


La Pasqua è ormai trascorsa, ma grazie a nuovi preziosi contributi di Nino Gnech, rimaniamo sull'argomento e per dare modo di comprendere lo scritto anche a chi non mastica proprio bene il dialetto locale, il tutto è associato a traduzione in lingua Italiana a cura della sua gentile consorte... 
 Riprendiamo  pertanto da oggi la pubblicazione di "noi che na olta"...  alcuni spaccati  dei tempi trascorsi,  in questo caso in tema Pasquale.

Buona Lettura!







Dopo en invern crudo e che se avea dovest fa tant foc in tel larin e anca in tel fornel, le cusine  e le caminathe le era negre de fum e ogni fameia per Pasca, la ghe cenia a daghe ‘na netada. I disea : fon en cin le pulithie de Pasca (o de primavera). Se el temp el era bon e no l’era altri laori pi importanti , se ghe dea na man de bianco co la calthina o magari anca doi o trei se ocorea, ma chesto no tutti i ani. Un dei laori che ghe era dat ai boce l’era la lustradura dele cadene. La cadena del larin, dopo en an de foc de stith e dasse, la era negra de calidem che calche olta el fea fin le gothe. Alora i veci, i la destachea dal camin e i ghe la dea ai boce da netà. Ma l’era en dogo!!! Le cadene le vegnia strasinade, insieme, per le strade ingiarade o col salesà;  le fea en bacan infernal; parea “la catha selvarega” contada in te le berte…..e noi boce se se godea tant. Intant le cadene le se netea dal calidem e le vegnia bele lustre. Chesto l’era el contributo de noi bocete ale pulithie de Pasca, co la sperantha che la mare,  a cont, la ne dese calche vof, incolori de dal co le foie de theola, per n’da a strucà coi altri el di de Pasca.


Traduzione.
Dopo un inverno rigido per cui si era dovuto fare molto fuoco sia nel caminetto sia nel fornello, le cucine e il locale del caminetto erano nere di fumo ed ogni famiglia ci teneva ripulirle per Pasqua. Dicevano: facciamo un po’di pulizie di Pasqua. Se il tempo era buono e non c’erano lavori più importanti da fare si imbiancavano i locali con   calcina, data a più mani secondo la necessità ed il tempo a disposizione. Ma non lo si faceva  tutti gli anni.  
Un lavoro che era demandato ai ragazzi era la pulitura delle catene del  focolare: Dopo un anno di fuoco con legno e sterpaglie le catene preposte al sostegno del paiolo nel camino  erano nere, incrostate di fuliggine. Un anziano le staccava del camino e le consegnava ai ragazzi perchè le pulissero lucidandole ben bene.
 Questo per loro  era un gioco!!
Le trascinavano in gruppo per le strade in ghiaia  e quelle con l’acciottolato, di corsa . Le catena facevano un chiasso infernale che sembrava la”caccia selvatica” raccontata nelle vecchie storielle di paese…. e noi ragazzi ci divertivamo tanto.  Così le catene si pulivano dalla fuliggine e diventavano lucide.
Questo era il contributo di noi ragazzi alle pulizie di Pasqua, con la speranza che la mamma,in cambio, ci desse qualche uovo sodo, colorato di giallo con le foglie di cipolla, per andare a sfidare gli altri ragazzi il giorno di Pasqua.

Il gioco consisteva nel battere le uova,  una contro l’altra, vinceva chi aveva  l’uovo più duro che rimaneva intatto e guadagnava tutte le uova che si erano rotte.

lunedì 25 marzo 2013

MONTREUX VIEUX NEL CUORE


Di Gabriele Riva

              

 

Caro diario,
adesso che è sera sto ripensando alla lunga giornata appena trascorsa qui a Montreux Vieux.

Alla corsa mattutina, sotto la pioggia, lungo il canale che arriva alla chiusa, alla colazione preparata dai coniugi Beauseigneur che ci ospitano in questi tre giorni. Penso alle prove per lo spettacolo fatte alla Sala delle Feste e allo spettacolo stesso messo in scena nell’ex Tempio protestante, ora Sala delle Associazioni. Penso ai tanti che ci hanno applaudito, che si sono emozionati, che si sono commossi. Rivedo i visi degli italiani, ora cittadini francesi, che ci osservano ballare con lo sguardo ma che con la memoria ritornano alla loro gioventù quando attorno a loro svettavano le Dolomiti e si parlava dialetto. Adesso che è sera vedo l’allegria malinconica di tutte le famiglie di questo paesino dell’Alsazia che hanno preso a cuore il nostro, che ora è loro fratello gemello.

Li vedo mangiare con noi al pranzo ufficiale di questa nostra terza visita spensierati e allegri, ma con il rammarico di chi vede vicina la nostra partenza, l’indomani mattina.

Questa sera faremo l’ultima cena, ognuno con la propria famiglia gemella. Parleremo della giornata appena trascorsa, della visita a Strasburgo del giorno prima, della loro prossima visita in terra italiana. Rideremo di quanto non siamo riusciti a capirci perché l’uno non parla la lingua dell’altro, ma anche di quanto l’intesa non arrivi solo con le parole ma come basti un minimo sguardo o un cenno.




Questa edizione del gemellaggio Voltago-Montreux Vieux è rimarrà nel cuore di molti, anche dei componenti del gruppo folk, chiamati lì per aprire la Settimana della Cultura organizzata dalla municipalità locale, che visitavano il paesino francese per la prima volta. I loro commenti più frequenti dicevano di sorpresa per un’esperienza così inaspettatamente positiva sotto il profilo umano, parlavano di meraviglia per la semplicità e la disponibilità dimostrata dalle famiglie d’Oltralpe e anche di grande soddisfazione per quanto fatto, visto e trascorso.

CLICCARE SULL'IMMAGINE PER VISUALIZZARE ESTESA
Questo è “l’effetto gemellaggio”: riportare a casa una valigia colma di forti emozioni, di bei ricordi ma soprattutto di buoni propositi per rivivere di nuovo questa esperienza unica.

Sarà altrettanto emozionante rivedere, speriamo presto, i Montreuxvieuxiani ospiti nelle nostre case per fargli rivivere le nostre stesse emozioni.

Gabriele

domenica 17 marzo 2013

QUESTIONARIO SULLE DOLOMITI

Grazie alla segnalazione di Maya, che facciamo nostra... avvisiamo che se volete impegnare 5  minuti del vostro tempo, è online un interessante questionario sulle DOLOMITI e l'UNESCO e alla fine potete dire anche la vostra.....



Cliccare QUI per visualizzare il questionario

CELEBRAZIONI SETTIMANA SANTA PARROCCHIE DI VOLTAGO E FRASSENE'

Per visualizzare in maniera estesa cliccare sull'immagine

mercoledì 13 marzo 2013

PASKA

PASKA


di Attilio Pietrogiovanna


Adess la e’ alta o bassa,na olta no se ghe fea caso,e la ndea ben istes,
el ton el se desedea,e l’aria pi tepida, la ne parea verso la bona staion.

Se sbianchedea co la kalthina, kusina e kaminatha, le altre stanthe pi da rostogn,
Se netea : la busa del trala, e se spandea tut per i pra’,
la fornela, thercoi e tubi.
Se spathea con quattro rame de peth ligade insieme,
i kamin incuthignadi dal kalidem, che noi ciapese foc .
Co la sabbia fina,farina da polenta el aseo,
se lustrea i seci, cathot, scuglier ,piroi e padele.

La cadena del larin da lustra’…strasinada per la strada ingiarada, el brandol de fora,
Brenta e lavatoio netadi polito col broschin.
Col restel se curea i pra… solvere, sas, ram, e tut el stram do per la val,
calche stangada e termen bisognea cambiali.

Rivea i conthe su per le Caorere,i tornea a casa, la staion la era finida,
I veci i se fea el beerot co le ortighe.

Campane ligade… sgree ai boce, batole ai pi grandi ,
ala funthion calche colpo el scampea,
e …al santus se sonea al posto del campanel,
e fini’ la funthion, in te cesa e de fora:come na catha selvarega.

Vof piturai con le skuse delle theole o ortiche,
chei de pepola l’era i pi bei,
fora de cesa, su per el kanton del mur se ghe tirea con thinquanta franchi.
La mare la metea sot coca.

Se portea a casa el olif… anca per benedi’ i mort,
kalchedun nol ghe l’aea fata a pasa’ fora l’invern.

Se dughea…marmoline, , kuk, matha al bot, thercol,
salta museta e pi tardi a bala buseta.
Strasegne che ndea di’ e not, e sot, el kaldrol da polenta el se netea.

Se metea ia le galofe, dalmede, sabo’ e se tirea fora i skarpet
Si … i skarpet novi , braghe curte e la britola inte skarsela,
co le pole de sales se fea i subiot ,pi tardi el fea i gatoi.

Se portea a casa le ultime legne,e se preparea le arte per i laori dei camp.
En car coi kavai el menea ia le gremene dal tason de le taie.
Se portea la grasa col darlin in tei camp, prima de fraca’ do’ e semena’ patate e sork.
Le piante le skominthiea a buta’ e se katea i primi radici.

El diegol el avaria abu’ goia de ghirlande , ma l’era bonora…
El melester el ndea in amor, le sake no le cenia..
El stradin el netea tutti i tombin,kunete, el butea giara in tele buse
kalche om el skominthiea a fase la giornada ala tot (todt).

Se desedea anca le solve,
I osei i scominthiea a paciola,’
ma le thirighe no l’e’ era ancora rivade.

El piof inte……..bisogna nda’ sul kuert a sistema’ le skandole,
riva el Piero Duro con na koada de porthei.. tuti ghen ciol un.
Se sent un che osa… strathe..ossi..ferro vecio.. pei de conicio.
Passa el kromer da Lamon co la so kasela.. el se senta do inte kusina
.. parona cioleme kalcosa, no ve ocor gnent?… gusele, elastici ,rochet de fil, botoi
e nol kamina fin che no te konpra valk.

Stasera ndone a rane inte in Piane,?..mi cioe el restel … la lampada a carburo ciola ti.
El mastel dai kraut el ha quasi toca el font.
En fantolin el se neta el nas con na manega,
el pianth parche’ el sa sporca’ el betin inte la pacieka.

Passa Don Giuseppe a benedi’ le case, con doi daghet e na thesta per i vof, el ha ancora i grif.
Sui or de la Salthana l’e’ sponta’ le viole e le maradele, e su per le Mandre i fior de la rogna.
Al pustern le ancora calche macia de nef.
El sol el pasa sora al Poi, le giornade le se slonga e le ombrie le se scurta.
Siii…l’e’ riva’Paska !

Che bel…chel di’ el disna’ el era en cin meio, colombe e vof de cicolata no ghe naon mai vist,
ma sion deventadi grandi istes.

Attilio Pietrogiovanna Febbraio 2013








SPIRITI DELL'ARIA RIF. SCARPA 30/31-03-2013


HALF PAST 8 AL PARCO LAGHETTI 23/03/13







L'evento è anche su facebook 

martedì 26 febbraio 2013

SKI RACE FRASSENE' - RIF. SCARPA

SKI RACE  FRASSENE' - RIF. SCARPA

cronoscalata di scialpinismo non competitiva

dislivello 650 mt sviluppo 5,5 km

DOMENICA 3 MARZO 2013 

PROGRAMMA: 
ORE  8.30  apertura iscrizioni e ritiro pacco gara presso Little Bar di Frassenè Agordino.
ORE  9.45  chiusura iscrizioni.
ORE 10.00 partenza gara in linea dal piazzale della Chiesa.

ISCRIZIONI:
Negozio Caldart Sport Agordo 0437.62836
Uff. Turistico di Agordo 0437.62105
Quota Iscrizione € 16.00
Premi  podi femminili e maschili
Gadget tecnico by La Sportiva
Pasta party e bibita

Organizzazione 
Caldart Sport by Kavestrel snc
Società Cooperativa El Sac a r l




giovedì 21 febbraio 2013

VOLTAGO - MONTREUX VIEUX 15-18/03/2013



COMUNE DI VOLTAGO AGORDINO 
Provincia di Belluno 




VOLTAGO – MONTREUX-VIEUX

15 – 18 marzo 2013













SI PORTA A CONOSCENZA DELLA CITTADINANZA CHE IL COMUNE DI MONTREUX-VIEUX HA ORGANIZZATO, NEI GIORNI DAL 17 AL 24 MARZO 2013, “LA SETTIMANA CULTURALE” ALLA QUALE SARA’ PRESENTE ANCHE IL COMUNE DI VOLTAGO DAL 15 AL 18.03.2013. 

PARTECIPERA’ ALLA MANIFESTAZIONE ANCHE IL NOSTRO GRUPPO FOLK “I LADIN DEL POI CHE BALA”. 




PER TALE OCCASIONE VERRA’ ORGANIZZATO APPOSITO PULLMAN.

SI COMUNICA, CHE ALLA DATA ODIERNA, RISULTANO DISPONIBILI 25 POSTI E LA QUOTA, PER LE SPESE DI VIAGGIO, AMMONTA AD €. 60,00 PER PERSONA.

CHI VOLESSE PARTECIPARE A TALE EVENTO E’ INVITATO A COMUNICARE IN TEMPI BREVI IL PROPRIO NOMINATIVO PRESSO GLI UFFICI COMUNALI VERSANDO, CONTESTUALMENTE, LA SUDDETTA SOMMA DI €. 60,00.

SI FA PRESENTE INOLTRE, CHE L’ASSEGNAZIONE DEI POSTI AVVERRA’ IN ORDINE CRONOLOGICO DI PRENOTAZIONE FINO AL RAGGIUNGIMENTO DEL NUMERO MASSIMO DISPONIBILE. 

Voltago, lì 20.02.2013


                                                                                                                  IL SINDACO 

 ZANVIT Bruno

mercoledì 30 gennaio 2013

UN FIL DI FUMO

Di Cherubino Miana

Abitavo con i nonni nella grande casa quasi al limite del bosco, sopra di noi alcuni prati sfalciati con lunghe siepi di nocciolo dove tendevamo le trappole per i pettirossi, poi i terreni comunali adatti a pascolo con boschi di abete rosso e larice. L'autunno dava diritto ad ogni famiglia di una certa quantità di legnatico, in genere era ramaglia di qualche lotto boschivo dopo che i tronchi erano stati portati in segheria, ognuno aveva una certa area da ripulire di rami e cimase, tutto ciò per scaldarsi d'inverno. C'era vicino a noi una povera vecchina, sempre vestita di scuro che abitava in una piccola casa di tre stanze, una cucina con annessa piccola stalla dove teneva due capre al pian terreno e due stanzette da letto al piano superiore, una scala esterna collegava la cucina alle camere e il tetto era così basso che su un angolo uno di noi se saliva in groppa all'altro riusciva a camminarci sopra.

Noi ragazzi in quel periodo eravamo molto uniti ed un bel gruppo, naturalmente il tempo libero era molto e così la tendenza di far dispetti. L'estate lo passavamo a catturare vipere con una bottiglia nella quale mettevamo un po' di latte rubato alle mucche che pascolavano, ci davano cinquecento lire a vipera in farmacia e per noi erano un sacco di soldi, ne prendevamo due o tre al giorno e ci dividevamo il guadagno. Ogni tanto andavamo a far dispetti alla vecchietta, uno saliva sul tetto e gli metteva delle frasche di abete nel camino e quando lei accendeva il fuoco la cucina si riempiva di fumo, noi andavamo a trovarla allora, la sua porta era sempre aperta e ci potevi entrare, lei si perdeva in quell'atmosfera che sembrava la nebbia delle pianure e si lamentava del camino che non tirava.

 

Allora le dicevamo, te lo puliamo noi il camino e uno di noi saliva in cima, toglieva i rami di abete e tutto si sistemava. Lei ci ringraziava e ci dava una patata di quelle “chegole”...piccole insomma, messe a cuocere sotto la cenere, ci donava una parte della sua cena. Il marito penso fosse morto perchè non lo vidi mai a casa ed una figlia era al lavoro a Milano, a servizio da certi signori diceva lei. Le sue capre erano famose tra i malgari, perchè quella più vecchia, dopo due giorni che era in malga diventava capobranco di ben quattrocento capre. I malgari la chiamavano con il nome della padrona”La siegata grande” mentre l’altra era “La siegata piccola”, diventata capobranco la mattina era lei che sceglieva i pascoli alti e se volevi spostare il branco dovevi chiamare lei che veniva solo se vedeva che avevi del sale grosso sul palmo della mano.

Erano ste due capre l'unico sostentamento di questa vecchina, le patate gliele davano altri che possedevano campi ed un po’ di formaggio e burro glieli mandava sempre la nonna in modo che potesse passare l’inverno....me lo ricordo un etto di burro ogni chilo che si portava dal caseificio e così per il formaggio, ma oltre alla nonna probabilmente contribuivano molti altri, una volta l’aiuto tra vicini era d’uso. Quel camino annerito ogni tanto prendeva fuoco, lei lasciava che il “Calidem” bruciasse e poi come nulla fosse riprendeva come prima. Il fatto, diceva era che i rami di abete sporcavano molto con la loro resina ed era per quello che il camino si incendiava.

Un giorno vedemmo che il camino non fumava al mattino e neppure il pomeriggio, era scomparso un segno di vita ed era scomparsa lei, la vecchietta che viveva sola nella sua cucina nera di fuliggine.

martedì 29 gennaio 2013

CARNEVAL SOT L'AGNER 10/02/2013

- Ore 14.00  sfilata per le vie di Frassenè 
- Ore 15.00  ritrovo sul piazzale della chiesa di Voltago
- Ore 15.30 Sfilata lungo le vie di Voltago
- ore 16.30  Divertimento nella sala Parrocchiale  con l'animazione del Gruppo Giovani

In caso di maltempo, la festa si svolgerà nella sala Parrocchiale di Voltago dalle ore 15.30 
I genitori sono gentilmente pregati di portare "valch de bon" (qualcosa di buono)

Vi aspettiamo non mancate!!!!


CIASPOLATA DEL GARDELON

Passeggiata con le Ciaspole da Forcella Aurine 
al Parco Laghetti giorno 17/02/2013 

- Ritrovo ore 08.00 
- Partenza ore 09.00
- Arrivo presso Parco Laghetti ore 12.00/13.00 con pasta party
- Ritorno in pulmino fino alla partenza 
- Fine giornata con DJ e Brunch offerto dal Bar Forcella Aurine
COSTO € 12.00 

Sono gradite le prenotazioni  tel. 388.8061640   

* Possibilità di pernottare presso il Bivacco del Parco Laghetti al costo di soli € 5.00







lunedì 21 gennaio 2013

L'ODOR DE LA SCORZA...


di Cherubino Miana

 

...a nove anni suo padre una sera glielo disse in modo burbero: lunedì si parte per la Francia,con tuo fratello Modesto, siamo in tanti Agordini che ci guadagniamo il pane facendo sedie. Lui non rispose, un ragazzo di nove anni aveva appena finito la terza elementare, pensava a tutto fuorchè alla Francia,solitamente il pomeriggio lo passava nei prati comunali a pascolare pecore e vacche preparando trappole per tordi e pettirossi, la Francia, ma dove era la Francia?

domenica 13 gennaio 2013

EL BUS DE LE NEOLE

di Agostini Vincenzo

Era successo che un’astronave dalla forma strampalata, simile a un meteorite dello spazio, avendo perso la rotta ed essendo capitata per caso nell’orbita terrestre, aveva vagato a lungo nella termosfera, nella mesosfera e infine nella stratosfera. Il suo capitano, orecchie lunghe e occhi fuori dalle orbite, concentrato sulla plancia di comando, aveva cercato invano il posto adatto per un atterraggio di emergenza.

mercoledì 9 gennaio 2013

IN RIFUGIO...

Riceviamo dal Gestore del Rifugio Scarpa -Aron Lazzaro

CLICCARE SULL'IMMAGINE PER VISUALIZZARE IN MANIERA ESTESA

IL PELMO DELL'UNESCO


di Vincenzo Agostini

Un giorno il Pore decise di andare dal Pelmo a protestare. La misura era diventata colma da quando gli avevano riferito che era stato escluso, quasi all’ultimo minuto, dalle Dolomiti Patrimonio Mondiale dell'Umanità. Era stato trattato come una cima di seconda categoria e non poteva di certo mandarla giù. Siccome il Pelmo, peraltro, gli incuteva paura, il Pore chiese al Col di Lana e ai Migogn di accompagnarlo. Questi, essendo nella medesima situazione, dissero volentieri di sì.
Cammina cammina, quando arrivarono in cima ai ghiaioni, nel punto esatto dove parte la Simon-Rossi, bussarono alla porta del Caregòn del Padreterno. Il Pelmo, nella sua grande possanza, fece uno sbadiglio e allargò le braccia fino a lambire il Becco di Mezzodì e la Civetta.
Io non posso farci niente, bofonchiò dopo aver ascoltato le proteste del Pore, queste sono decisioni che dipendono dall’Unesco!
Figurati, replicò il Pore con energia, sei tu il caporione di tutto questo andazzo! É colpa tua se hanno preso in considerazione soltanto le cime spettacolarmente verticali e pallide, quelle che presentano una varietà di forme scultoree straordinaria a livello mondiale. Ehi, non sto scherzando, sto leggendo qui, aggiunse il Pore sbattendogli al Pelmo le carte in faccia. Qui c'è scritto che sei addirittura di importanza internazionale per le scienze della terra! Scusami, non è che potevi accontentarti?
Il Pelmo era diventato tutto rosso.
E' anche una questione di uguaglianza, aggiunse il Col di Lana inviperito. Se poi considerassero la storia...
Tieni anche conto che i turisti vengono quassù per guardarti meglio, dissero i Migogn, saputelli. Perché se è vero che siamo in montagna, è anche vero che siamo tutti sulla stessa barca!
Il Pelmo, non sapendo cosa rispondere, chiese argomenti di difesa alla Civetta la quale aveva però la testa fra le nuvole. Diede un urlo alla Marmolada, ma la Regina, noblesse oblige, aveva ancora le finestre di Serauta chiuse.
Allora, con le mani che gli tremavano dalla rabbia, il Pelmo estrasse dalla tasca di Forca Rossa il cellulare e fece il numero della Fondazione Unesco. Non rispose nessuno. Fece il numero un'altra volta: ancora niente, ancora nessuno, ancora silenzio.
Spense dunque il cellulare e disse al Pore, al Col di Lana e ai Migogn di avvicinarsi fino alla Sfesùra.
Cazzate, cazzate, cazzate, disse il Caregòn del Padreterno con una voce altisonante che sapeva di tuoni e di lampi. Qui nessuno è patrimonio di nessuno! Io, noi, voi, le Dolomiti, quelle pallide come quelle altre, anche quelle verdi, possediamo questi luoghi da milioni di anni e non saranno di certo un paio di generazioni di umani a cambiare l'ordine generale delle cose. Questi umani: i soliti presuntuosi! Fra l'altro, aggiunse scandendo bene le parole, sono uomini che quando guardano lontano, dentro i secoli, vedono soltanto la punta del loro naso. Vero è il contrario, invece: che sono gli umani il nostro patrimonio, che tocca a noi di proteggerli. Abbiate dunque la pazienza delle montagne e non quella degli uomini e, soprattutto, non lasciatevi prendere dal panico: vedrete che fra qualche anno di questo riconoscimento resterà meno di un filo di vento.
Così dicendo, il Pelmo alitò sulla Val Zoldana da una crepa spalancatasi di recente sopra la Dambra.
Il Pore, il Col di Lana e i Migogn furono molto soddisfatti della risposta. Sembrò loro che il Pelmo avesse messo gli argomenti a posto, soprattutto che li avesse messi nella giusta prospettiva. Convennero dunque che ne avrebbero fatto tesoro. Piacque anche quell'alito di vento che aveva fatto stormire i baranci come un ordine regale e definitivo.
Il Pore, il Col di Lana e i Migogn se ne tornarono a casa felici e contenti, sotto un sole che sbirciava le nuvole del pomeriggio, rincorrendosi come bambini sulle praterie di Mondevàl.


venerdì 4 gennaio 2013

sabato 29 dicembre 2012

UN DIGOMANER CON NAPOLEONE

200 anni fa un Digomanèr “Soldato per cambio” in Russia con Napoleone

Di Luigi Rivis


Premessa 

Nell’estate del 1812, proprio 200 anni fa, Napoleone invadeva la Russia con un esercito composto, oltre che da francesi, anche da militari di altre nazioni, fra cui dei veneti, costretti ad arruolarsi perché in quel periodo il Veneto era sotto la dominazione francese e faceva parte del Regno Italico. Fra gli Agordini che parteciparono a quella disastrosa campagna militare c’era Santo Costantino Digoman, nato a Digomàn, che all’epoca aveva 22 anni e risulta essere uno dei pochi che fecero ritorno dalla Russia.


È stato possibile ricostruire questa parte della sua vita, basandosi su documenti conservati
 nella canonica di Voltago e da notizie che si trovano nel volume VI della “Storia dell’Agordino” di don Ferdinando Tamis. 



Il servizio militare 

Digoman Santo Costantino, figlio di Giuseppe e di Maddalena Schena, era nato il primo novembre 1790. Penultimo di 5 figli, rimarrà orfano a due anni del padre, morto in circostanze tragiche perché pugnalato ad Agordo.



Lista dei "coscritti" del 1790 della Parrocchia di Voltago Agordino



I parroci, che allora erano i depositari dei registri anagrafici, predisponevano gli elenchi dei giovani in età militare, quelli che noi oggi chiameremmo i coscritti. Nella brutta copia di uno di questi elenchi, reativa ai nati nel 1790 nella parrocchia di Voltago, troviamo al n. 11 il nome di Santo Costantino, e c’è anche la conferma sulla morte del padre Giuseppe, con la menzione “Ucciso sotto Agordo”. Ma troviamo anche un’altra importante annotazione: “In servizio militare per cambio”.
La dizione “per cambio” sta a significare quella che a quei tempi era una pratica comune in alcuni eserciti europei dove non esisteva la coscrizione obbligatoria, bensì il reclutamento a sorteggio. Era anche invalso l’uso che il sorteggiato potesse farsi sostituire da altra persona “per cambio”, riconoscendogli una somma di denaro per il servizio prestato al suo posto. E questo è quello che fece Santo Digoman, spinto probabilmente dalle necessità di una vita grama.




Scrive don Tamis "La leva in massa fu eseguita specialmente nell’autunno del 1811, e molti giovani delle nostre vallate furono chiamati a formare parte del colossale esercito [..] che potrebbe far pensare che gli  "arruolati Agordini per la campagna di  Russia fossero 200  circa,  e forse anche più"

L’invasione della Russia nell’estate del 1812, e la successiva ritirata nell’inverno, fu terribile anche per gli 80.000 italiani, che vi parteciparono al comando del vicerè Eugenio. I circa 20.000 militari italiani che sopravvissero a quel terribile inverno, nella primavera del 1813 erano stanziati in Germania.

Alla fine dell’estate, sempre al comando dei francesi, vennero inviati in Italia per combattere con- tro gli austriaci che avevano rioccupato il Veneto, ed ebbero con questi pure uno scontro a Bassano, prima di ripiegare verso la Lombardia. È da pensare che durante questi trasferimenti, che passavano anche in zone relativamente vicine al suo paese, Santo Costantino, stanco di combattere, abbia disertato dall’esercito.

Dopo la diserzione 

Della diserzione di Santo Digoman fa fede un documento, rinvenuto sempre nell’archivio parrocchiale di Voltago: è la brutta copia di una petizione, scritta in due versioni dal parroco dell’epoca, don Pietro Vitali, e che doveva essere inviata alle nuove autorità austriache.
Mediando tra le due versioni, si può riportare il seguente testo. 
"Certifico io sottoscritto con mio giuramento  [..] Santo  del fu Giuseppe  Digoman e di  Maddalena Schena,  nato nella Villa di Digoman, frazione di Voltago, avente  due  fratelli e questi  all’armata, dopo ch’ebbe disertato si restituì alla  patria il 22 maggio 1814. Fu sempre  applicato  al  lavoro   delle  minerali  fucine (Val Imperina n.d.r.) con  assiduità e buona  condotta avendo cura di  tre  tenerissimi figliolini di  un suo  defunto fratello e  cognata miserabilissimi, mantenerli colle proprie fatiche  con intenzione, come si dice, di  qui  stabilirsi  di  nuovo nel  suddetto natio villaggio di Digoman per tener seco ed aver  maggior  cura di  tre nipotini  e cognata onde avessero protezione e sostentamento. In fede."

Si tratta di un’istanza con la quale Santo Costantino voleva mettersi in buoni rapporti con i nuovi padroni austriaci, contro i quali aveva sì combattuto, però sotto le insegne francesi. Portava anche, a giustificazione, la necessità di dover provvedere a dei nipoti orfani di padre ed alla cognata, situazione aggravata dalla concomitante assenza di due fratelli all’armata. Con quale armata non lo sappiamo, forse anche loro furono chiamati a formare il colossale esercito che marciò su Mosca, e ancora non avevano dato loro notizie perché probabilmente deceduti. Come non abbiamo altre notizie sulla vita di Santo Costantino Digoman dopo il rientro a casa dal servizio militare, né come, dove e quanto visse in seguito. 

Forse è stato un eroe

Ci sia però consentito menzionare qui un episodio, che fa riferimento ai  «patimenti inenarrabili» subiti dai soldati durante la ritirata dalla Russia, e che forse potrebbe riguardare da vicino Santo Costantino. Scrive ancora don Tamis:
«Tante volte da ragazzino sentii ripetere simili e più gravi episodi dai nipoti e pronipoti di quelli che parteciparono alla campagna di Russia, e negli occhi e nell’espressione del viso manifestavano i sentimenti di orrore di quelli che li avevano vissuti o raccontati.
Ma si narravano anche episodi di eroismo. Un ufficiale francese, di famiglia nobile e ricca, era stato salvato da un soldato agordino, che lo aveva portato sulle spalle giornate intere, lungo il deserto della steppa, non potendo camminare perché ammalato e ferito. Passarono gli anni e un giorno arrivò ad Agordo per trovare colui che era stato il suo salvatore. Ricordava benissimo il nome dei luoghi: Venezia, Belluno, Agordo, ma non ricordava il nome del suo benefattore.
Ripeteva solo: Digomé, Di- gomé. Intervenne mio bisnonno materno col dire: “Non esiste fra noi questo cognome Digomé, ma Digoman”. Oui, oui – rispose esclamando l’ufficiale francese – Digoman, Digoman. Fu facile rintracciarlo a Voltago, e si descriveva alla distanza di tanto tempo nella mia famiglia l’incontro commovente tra i due».

Chi ci dice che quel soldato che salvò l’ufficiale francese, non sia stato proprio il nostro Santo Costantino Digoman? 

Tratto dal Bollettino Parrocchiale 
"Sot L'Agner"  - dicembre 2012, per gentile concessione dell'autore Luigi Rivis. 

domenica 23 dicembre 2012

IL PRESEPIO DI VOLTAGO AGORDINO

Grazie a Ilario e Duilio Da Campo per l'invio delle foto.






CLICCARE SULLA FOTO PER VISUALIZZARE IN MANIERA ESTESA


CLICCARE SULLA FOTO PER VISUALIZZARE IN MANIERA ESTESA
 PS: siamo in attesa delle foto dei Presepi degli altri paesi del circondario.

martedì 18 dicembre 2012

RIVA NADAL - 23/12/2012

Le associazioni del comune di Rivamonte Agordino (BL) organizzano 

RIVA NADAL 


I MERCATINI DEI CANO'P 

DOMENICA 23/ 12/2012 DALLE ORE 10.00
LUNGO LA VIA DEL CENTRO STORICO DI RIVAMONTE AGORDINO




Ricca esposizione di lavoretti di Artigianato locale e Hobbystica Natalizia.

Durante la giornata:

- Passaggio di Babbo Natale con il suo asinello
- Intrattenimento musicale con "I TIRATAIE"
- Chioschi con panini, dolci, bibite calde.
- Percorso Artistico "Presepi in Strada"
- Dalle ore 10.00 la Scòta al caselo di Villagrande 
- Dalle 10.30 alle 12.30 e dalle 13.30 alle 15.30 laboratorio artistico per grandi e piccini 
" IL COLORE DELL'EMOZIONE"
- Dalle 17.00 canti del coro dei Bocè

PARTECIPAZIONE STRAORDINARIA DEGLI ZAMPOGNARI


La manifestazione si svolge in collaborazione con:

Panificio Orzetti, Alimetari Bepi Bosol,  Bar - Tabaccheria Mottes,  Salone Raffaella,
Bar - Trattoria  Al Molin dove a mezzogiorno e alla sera sarà possibile consumare il piatto "Riva Nadal"  e altre prelibate pietanze.

info: rivandal@gmail.com
L'evento è anche su facebook 

Cliccare QUI per visualizzare il percorso più veloce per raggiungere Rivamonte Agordino...  basta inserire la località da dove partire nella parte sinistra della pagina.. 


Il volantino della manifestazione

SERATA CON IL CAI VOLTAGO 28/12/2012



Serata con il CAI 

IN VIAGGIO NELLE DOLOMITI 




STORIE, UOMINI. AMBIENTE, PAESAGGIO DELLA MONTAGNA

A CURA DI ROBERTO SORAMAE' E ANTONELLO CIBIEN

INGRESSO LIBERO



 VENERDI' 28 DICEMBRE 2012 ORE 20,30 

SALA CIVICA DI VOLTAGO AGORDINO, VIA EUROPA, 22 

CLICCARE QUI PER VISUALIZZARE SU GOOGLE MAPS

E' ARRIVATO NATALE? AGORDO 26/12/2012

CONCERTO DEL CORO AGORDO 
E DEI BAMBINI DELLA SCUOLA ELEMENTARE DI FALCADE


MERCOLEDI' 26/12/2012 ORE 20.45 PRESSO  CHIESA ARCIDIACONALE DI AGORDO


martedì 11 dicembre 2012

IL VECCHIO E IL BAMBINO



di Vincenzo Agostini

Felice campava, da solo, dentro una casa con un paio di camere, un ripostiglio e una latrina di legno appiccicata al muro esterno della cucina. Di fronte, oltre la valle, come una invadente vici
na di casa, la Civetta si sollevava dal bosco e gli incuteva una paura gelida come i pennacchi di nuvole e di vento che tutti i giorni le straventavano la cima.

martedì 4 dicembre 2012

CiasPòi 2 edizione.

Ci siamo quasi,  la seconda edizione della CiasPòi, la più bella ciaspolata notturna delle Dolomiti,  che si snoda lungo un percorso da "favola" che unisce i paesi di  Rivamonte a Frassenè Agordino si svolgerà il 29/12/2012


CiasPòi La passeggiata con ciaspole al chiaro di luna nel bosco del Pòi, alla scoperta delle leggende delle Dolomiti.

Programma:
ore 17.00 Ritrovo presso casa della gioventù di Rivamonte Agordino 

ore 18.30 Partenza, durante il percorso, saranno lette ed interpretate alcune leggende locali  esi esibiranno i suonatori di corno.

ore 20.30 circa, arrivo presso il Parco Laghetti, pasta party, con a seguire musica per tirar tardi in allegria....

ISCRIZIONI + PASTA PARTY + GADGET+
BUS NAVETTA :
(con ciaspole proprie) 10,00€
(con ciaspole a noleggio) 15,00€

Si consiglia di prenotare le ciaspole al: 0437/646370 - 349/1220837

NOVITA' 2012 : possibilità di pernottare presso il Bivacco (riscaldato) del Parco Laghetti  € 5,00

Attrezzatura obbligatoria: ciaspe, luce frontale, abbigliamento adeguato ai rigori invernali.

ORGANIZZATORI:

STILE LIBERO di Agordo
PARCO LAGHETTI di Frassenè
PNEUSBOTOL
CONSULTA GIOVANILE AGORDINA

Con il patrocinio di:
Comune di Voltago Agordino
Comune di Rivamonte Agordino

Si ringrazia:
Gabriele Riva per la grafica
I Digomaner
* * * * * * * * * * * * * * *

VI ASPETTIAMO!!!!!




INFO, iscrizioni, noleggio ciaspe:
Stile Libero (Agordo) 0437-646370
Parco Laghetti (Frassenè) 349-12 208 37 - 

340-51 890 90

E-MAIL
ciaspoidolomiti@gmail.com


Per visualizzare come raggiungere il punto di partenza cliccare QUI 

Cliccare QUI per visualizzare percorso della CiasPòi su google maps

L'evento è anche su facebook

venerdì 30 novembre 2012

LA CORRIERA BUZZATI

Grazie alla disponibilità del carissimo amico Vincenzo Agostini, da oggi, con molto piacere iniziamo la pubblicazione dei suoi bellissimi scritti.

Buona lettura.




CORRIERA BUZZATTI
di Vincenzo Agostini

La donna, dopo aver attraversato il piazzale della stazione ticchettando con il passo corto come la sua minigonna, ansimando per non perdere la coincidenza, salì sulla corriera Buzzatti che faceva latratta da Belluno fino a Caprile. 

Si sedette dietro all’autista, sollevò le gambe e le

giovedì 29 novembre 2012

PRANZO DI PESCE NELLE DOLOMITI

Gli amici della CASA DI PIANDISON il giorno 09/12/2012  organizzano un pranzo di pesce Dolomitico! 


Prenotazioni entro mercoledì 5 dicembre presso il Bar da Serafina o chiamando Emilio Santomaso 
al n. 348/9851608

* Manifestazione riservata ai soli soci tesserati. 
NB: E' possibile tesserarsi anche il giorno stesso.

lunedì 26 novembre 2012

CAPODANNO 2012 AL PARCO LAGHETTI


Dalle ore 15.00 grande caccia al tesoro 
aperta a tutti. (costo 3 €)

Dalle ore 21.00 aspettando la mezzanotte....  ricco buffet in compagnia, brindisi, dolce, musica e sorprese dalla mezzanotte in poi. 
(costo 15 € i bambini e 35 € gli adulti.)

... E se non volete tornare a casa è a disposizione il bivacco (riscaldato) Chi fosse interessato all'uso del bivacco, deve concordarlo preventivamente con qualche giorno di anticipo.
- Indispensabile il sacco a pelo. 
(costo  € 5.00 a persona)

Cliccare QUI x info sul percorso per il  Parco Laghetti
                Evento anche su Facebook

Info: info@parcolaghetti.it 
tel 349/1220837
Parco Laghetti
via Laghetti 27
32020 Frassenè - Voltago Agordino (BL)



venerdì 2 novembre 2012

WEEKEND DIVERSO DAL SOLITO?

Il BIVACCO (riscaldato) del Parco Laghetti, permette di provare dei fine settimana diversi dal solito in un contesto magico..... 

L'autunno infiamma i boschi, quale cosa è più rilassante di camminare ascoltando il fruscio delle foglie che cadono?  

Oppure con la caduta della prima neve impratichirsi con le ciaspe, in attesa della prossima CiasPòi?
Concludendo la giornata con una bella cena e poi tutti nel sacco a pelo nel bivacco..... 

Questi sono solo due esempi, ma basta avere un minimo di fantasia e le opportunità si moltiplicano...



Trattamento di mezza pensione con colazione, cena e pernottamento € 25.00 a persona.


Info: 
mail a info@parcolaghetti.it
tel 349-1220837 Valeria. 

Il Parco Laghetti è QUI





martedì 30 ottobre 2012

CASTAGNATA 2012 A PIANDISON

Il Gruppo  "Casa di Piandison" organizza per Domenica 25/11 la Castagnata 2012 e non solo....

E' gradita la prenotazione, info presso il Bar da Serafina, oppure telefonando ad Emilio al numero 340/9700369   


domenica 14 ottobre 2012

FALESIA SPECIALE DI FRASSENE' AGORDINO

La stagione 2012 è stata per il Parco Laghetti di Frassenè, sicuramente piena di appuntamenti di alto livello, tanto da far arrivare anche una troupe della RAI a riprendere un'evento "SPECIALE" che rende le falesie del Parco, le prime in Italia che possono fregiarsi del titolo di Falesie Speciali certificate ed omologate, adatte anche ad arrampicatori diversamente abili.

Per nostra scelta abbiamo deciso di parlarne solo ora, perché siamo convinti che questi nobili eventi vadano ricordati sempre e non solamente nei giorni successivi allo svolgimento.



lunedì 1 ottobre 2012

CHELA FINESTRA

CHERUBINO  MIANA  ci omaggia di nuovi stupendi versi in dialet.. con annessa traduzione.
Buona lettura!




El viero nol ha na macia
Il vetro non ha una macchia
tel bagna col fià
lo bagni col tuo fiato
col fatholet de seda
con il fazzoletto di seta
tel suga e lustra
lo asciughi e lo lucidi
tel lava co le to lagreme
lo lavi con le lacrime
e tel sconde vesin al cor
e lo nascondi vicino al cuore
chel fatholet bagnà
quel fazzoletto umido