BLOG APERTO A TUTTI!!

veduta da Cima Agner - Foto di Giulio Fecchio' -

AGNER e DINTORNI , vuole essere uno spazio a disposizione di abitanti e frequentatori di questi luoghi.
Ovviamente questo vale anche per associazioni, amministratori locali e per tutti coloro abbiano da proporre tematiche inerenti l'Agordino.
E sopratutto vogliano promuovere tante lodevoli iniziative spesso note ai soli abitanti del paese in cui si svolgono!

Inviateci tramite e-mail il programma di quanto organizzate, con molto piacere, sarà inserito quanto prima su Agner & Dintorni..


sabato 29 ottobre 2011

Provincia di Belluno senza Presidente

Nonostante una (apparente) solida maggioranza, la Provincia di Belluno è rimasta dopo soli due anni senza il suo presidente, mandato a casa non tanto dall'opposizione ma da buona parte dei partiti che lo avevano sostenuto. Che io sappia è l'unica provincia in cui ciò è successo. Secondo voi è solo uno sfortunato caso o è il sintomo di una situazione generale del Bellunese in cui manca la capacità di dialogo, di cooperazione e in cui ognuno vuole gestirsi per conto proprio con l'unico risultato di spartirsi qualche briciola? Davvero è questo il Bellunese di questi anni? Pure in condizioni di grave difficoltà e di recessione economica-sociale-culturale, fare fronte comune è tanto difficile? E' proprio impossibile riuscire a metter da parte i propri (piccoli) interessi quando in gioco c'è la sopravvivenza di una vasta comunità la quale ha, pur con tante specificità locali, delle problematiche comuni sostanziali così come delle concrete (grandi) potenzialità se solo si fosse in grado di lavorare assieme per il bene di tutti? Già, lo so, facile a dirsi... Ad ogni modo resta il fatto che in questo momento non ci si può proprio permettere di lasciare una provincia come quella di Belluno (che appunto è particolare) senza governo, credo sia davvero da irresponsabili, al di là delle idee che ognuno può avere. Qualcuno oggi starà festeggiando, qualcuno già starà sognano una poltrona più importante per sè, intanto però a perderci c'è tutto il territorio con le sue montagne, le sue genti, i suoi pastori, le sue imprese, i suoi onesti lavoratori...

lunedì 17 ottobre 2011

CHI ANDRA' A TORINO ..
per un BENE COMUNE anche AGORDINO?

Nota temporanea: il testo evidenziato è cliccabile
A proposito di BENE COMUNE, oggi è stato presentato un libro durante il programma LE STORIE di RAI 3, che si potrebbe commentare come in questo messaggio su Google +.
Al Convegno "DI CHI SONO LE ALPI?" si era iscritto ProLocoWT, una "entità agordina solo immaginaria", per suggerire la necessità di sperimentare un'attività che si dimostri idonea a sostenere enti e/o associazioni, in via di estinzione oppure in difficoltà di fronte alla complessità dei tempi in cui viviamo.
Qualcuno risponderà all'invito che segue, andando a Torino il 7 Novembre in rappresentanza di un territorio che cerca di rapportarsi con un Bene Comune alpino?
Quale futuro per le Alpi a vent’anni dalla Convenzione?
Torino, 7 novembre, ore 9

Questo l’interrogativo a cui cercherà di rispondere il Convegno organizzato dall’Associazione 
Dislivelli  insieme alla Convenzione delle Alpi e al DiTer del Politecnico di Torino,  
lunedì 7 novembre 2011. Presso il Centro congressi Torino Incontra, via Nino Costa 8.

Il dibattito sul futuro della “carta costituzionale” alpina inizierà alle ore 9 per terminare intorno alle
ore 19. E sarà suddiviso in macro temi quali:
-       Passato, Presente e Futuro della Convenzione delle Alpi

-       Lo sguardo della politica

-       Agri-culture alpine

-       Muoversi nelle e attraverso le montagne

-       Trasformazioni demografiche e culturali

-       Le sfide ambientali per le Alpi

-       Le Alpi e la città


Nel corso dell’incontro verranno anche proiettati due video: 20 anni dopo (cortometraggio di
Luca Bich) e  “Le Alpi” (documentario di Armin Linke).

L’ingresso è gratuito ma è richiesta la registrazione ENTRO il 28 ottobre 2011 inviando
una mail a info@dislivelli.eu indicando nome, cognome e organizzazione di appartenenza.

 Scarica il programma completo

domenica 16 ottobre 2011

VIDEO / ITINERARIO CASE BORTOT - RIF. 7° ALPINI (MONTE PELF)

Altro bellissimo video dell'amico Michele - Alfazulo.

Buona visione.


Ascesa al Monte Pelf per la via normale. Due giorni tra le meraviglie del Parco Nazionale delle Dolomiti Bellunesi.

1° Giorno. Dalle Casere Bortot a q. 694 m si inizia il cammino seguendo il facile sentiero 501 che taglia il versante orientale del monte Tèrme e si inoltra sulla destra orografica dell'impervia valle del torrente Ardo (Val de l'Art).
Si prosegue fino a toccare il fondovalle presso il Ponte del Mariano a q. 681 m per poi continuare in salita sul fianco sinistro della valle fino ad incontrare un tratto di sentiero abbastanza ripido denominato Col de le Ortighe.
Dopo aver percorso un breve tratto pianeggiante che intaglia la roccia si scende nuovamente fino al torrente Ardo per poi prendere nuovamente quota tra numerose cascatelle e marmitte ed incontrare, dopo poco tempo, il ripido e faticoso tratto finale del segnavia 501, il cosiddetto Calvario, che permette di raggiungere il Rifugio 7° Alpini al Pis Pilòn a q. 1500.
Dal Rifugio è possibile ammirare il grandioso belvedere dolomitico della Schiara e la famosa guglia rocciosa chiamata Gusèla del Vescovà.


2° Giorno. Dal Rifugio 7° Alpini, attraverso il sentiero 505, si prosegue in direzione della Forcella Pis Pilòn a q. 1733 m da dove si apprezza un bellissimo scorcio verso le pareti meridionali della Schiara ed il versante settentrionale del Monte Serva. Da qui il cammino continua per un sentiero ben marcato, con modesti saliscendi attraverso un vallone ricco di prati fioriti, fino all'incrocio con il segnavia 511 che si trova poco prima di Forcella Caneva (accesso al Pelf da Pian de Caiàda).
Si sale ora in direzione nord, fra affioramenti rocciosi e piccoli macereti, oltrepassando la marcata selletta che separa il modesto Sass de Mel con il crinale meridionale del Pelf e poi rimontare i ripidi pendii prativi e superare qualche passaggio di roccia fino a raggiungere la cima del Monte Pelf a q. 2500 m. Panorama straordinario che permette di vedere la Valle del Piave, le Prealpi e la pianura Veneta, i colossi dell'Antelao, Sorapìss, Pelmo, Civetta, Tofane, Marmolada e le Pale di San Martino e poi ad oriente gran vista sul Còl Nudo, le Dolomiti Friulane e le Alpi Carniche.
Il percorso del ritorno è lo stesso di quello della salita fatta eccezione per la deviazione che segue il sentiero 511 scendendo verso il Bivacco della Medassa a q. 1340 m fino al Ponte del Mariano.





giovedì 13 ottobre 2011

WEEK END DEL BOLLITO 22/23-10-2011 PARCO LAGHETTI DI FRASSENE'



Gli amici del Parco Laghetti di Frassenè agordino, avvisano che nei giorni 22/23 ottobre organizzano il WEEK-END DEL BOLLITO, Ossa,zampetto,coda,lingua,testina seguiti da salse vari
INFO: 349-1220837 340-5189090

lunedì 10 ottobre 2011

PORCHETTA A PIANDISON 23/10/2011

Anche ad Ottobre l'associazione  Casa di Piandison, offre una ghiotta opportunità di trascorrere 
una allegra domenica in un contesto magico!!



cliccare QUI per visualizzare il percorso dal Municipio di Voltago alla casa di Piandison, ovviamente cambiando il luogo di partenza, potete visualizzare il percorso e i km che distano dalla vostra indicazione di partenza.

domenica 9 ottobre 2011

AGORDO - 15/10/11 FIACCOLATA PRO OSPEDALE

TRATTO DALLA PAGINA CREATA DALLA CONSULTA AGORDINA SU FACEBOOK RELATIVA ALL'EVENTO.


Siamo ad Agordo, nel cuore delle Dolomiti. L'ospedale di Agordo ha bisogno di tutti noi.
I numeri e i calcoli che funzionano in pianura non si adattano all'ambiente DoloMitico.
Un pronto intervento attivo 24 ore su 24, per esempio, dovrebbe esser presente. Anche per gli sciatori e turisti dell'intero Agordino.
INSOMMA FACCIAMO BATTERE UNO DEI CUORI DELLE DOLOMITI PRIMA CHE FINISCA DI BATTERE IL NOSTRO.


METTIAMO IN LUCE L'OSPEDALE
Ricordate!!!!!! E partecipate!! Sabato 15 ottobre
FIACCOLATA PRO OSPEDALE





È per noi importante che i nostri interlocutori capiscano che noi non siamo i “soliti montanari piagnucoloni” come qualcuno ha avuto il coraggio di definirci, bensì ragazzi, non strumentalizzati politicamente, che si interrogano sui grandi temi e questioni della terra Agordina, terra che sentiamo nostra e che amiamo. Proprio per questo vogliamo proteggerla e portare il nostro contributo affinché si possa continuare ad abitarla nella sua interezza…da Gosaldo a Falcade, da Rivamonte a Livinallongo. Per continuare a vivere nelle nostre valli, e nel nostro caso, per pianificare il nostro futuro in Agordino, devono essere mantenuti alcuni servizi fondamentali, in primis quelli socio-sanitari.


Come emerso dalla serata da noi organizzata lo scorso 24 giugno 2011, con la presenza del Dott. Compostella e dei tre consiglieri regionali, ci sentiamo di appoggiare e sostenere con consapevolezza e fermezza, il sentimento di preoccupazione circa la situazione del nostro ospedale di Agordo, più volte espresso dal comitato dei Sindaci del Distretto n.2. In particolare vogliamo sottoporre all’ attenzione di chi di competenza alcune criticità, che nell’analisi della situazione attuale ci sono sembrate di particolare importanza:


- è palese che un territorio come quello agordino necessita di una struttura in grado di accogliere qualsiasi tipo di emergenze sulle 24 ore. Perché questo avvenga, la nostra struttura deve mantenere le caratteristiche di un ospedale per acuti, non solo sulla carta o a parole, ma in un’azione di potenziamento del reparto di Pronto Soccorso. E’ fondamentale, quindi, garantire sull’intera giornata la reperibilità di figure professionali adeguate e di equipe mediche di pronto intervento. Nonostante il prezioso servizio dei molti volontari delle Croci Verdi e Bianche, riteniamo fondamentale, inoltre, la disponibilità dell’auto-medica 24 ore su 24, per 365 giorni all’anno.


- è evidente che vanno rivisti i costi standard pensati e imposti per le nostre strutture. Se i costi di gestione di una struttura ospedaliera di Belluno sono diversi da una struttura ubicata nella pianura veneta, ancora di più si differenziano quelli di strutture come Agordo e Pieve che si trovano in un ambiente decisamente meno favorevole, con problematiche e costi derivanti anche dalla dislocazione della popolazione e dal minor numero di casi dovuti al bacino ridotto di utenza. Ci auguriamo che le decisioni in merito tengano conto quindi anche della dignità di ogni singolo cittadino, e non si basino solamente su ragionamenti prettamente economici.


- è auspicabile a nostro avviso, che per mantenere viva la nostra struttura, venga studiata la specializzazione di almeno un reparto. Considerato anche il fatto che la popolazione dell’Agordino si triplica durante i periodi turistici, il reparto di Ortopedia sembra essere il più indicato ad un eventuale operazione di questo tipo; tale azione permetterebbe di valorizzare l’alta professionalità del personale presente e di diminuire l’affollamento e i tempi di attesa delle strutture più importanti. Partendo da questo ragionamento auspichiamo venga studiata e applicata la messa in rete degli ospedali, con la turnazione delle equipe mediche che permetterebbero anche al cittadino delle zone più periferiche di trovare nella struttura agordina, personale costantemente aggiornato e un livello elevato di sicurezza nei servizi e nelle prestazioni.


Con la certezza di essere supportati dall’intera popolazione agordina, ribadiamo che siamo stufi delle chiacchiere e delle promesse. Vogliamo che la Direzione Strategica faccia scelte concrete ed efficaci a vantaggio del nostro Ospedale che deve continuare a vivere e a crescere, così come l’intera comunità agordina, e che la Regione Veneto capisca che la montagna non può essere paragonata alla pianura, e che la gente che vive a 1600 metri ha la stessa dignità di chi vive nel centro di una grande città.


giovedì 6 ottobre 2011

PRESENTAZIONE LIBRO - PIAVE E DINTORNI



Sabato 15 Ottobre  2011  presso Sala Don Tamis ad Agordo 
Presentazione Libro Piave e dintorni.



domenica 2 ottobre 2011

QUALE FUTURO PER L'AGORDINO? ..
chiederselo subito oppure aspettare ancora?


DA:
Luigi Bertuzzi
A:
ProLoco WebTerritorio
DATA:
02 ottobre 2011 08:36
OGGETTO:
Fwd: Dislivelli.eu ottobre 2011

Il testo di questo post è stato inviato via email, al mio indirizzo di partecipante al Convegno DI CHI SONO LE ALPI?, da ....
Dislivelli - Ricerca e comunicazione sulla montagna - www.dislivelli.eu
Ottobre 2011
webmagazine n. 20/ottobre 2011

Convenzione delle Alpi: vent’anni senza andare fuori tempo

Il 7 novembre di 20 anni fa gli 8 paesi alpini (Austria, Francia, Germania, Italia, Liechtenstein, Principato di Monaco, Slovenia e Svizzera) firmavano un accordo con l’Unione Europea per favorire la protezione delle Alpi e il loro sviluppo sostenibile: la Convenzione delle Alpi.
Il 7 novembre 2011 Dislivelli, insieme al Segretariato permanente della Convenzione delle Alpi e al Dipartimento Interateneo Territorio del Politecnico e dell’Università di Torino, organizza un importante convegno per riflettere sul significato della “Costituzione delle Alpi” a quattro lustri dalla sua creazione.
In preparazione del Convegno torinese del 7 novembre la redazione di Dislivelli ha preparato un ricco numero monografico, con analisi, riflessioni e auspici. Buona lettura:

Il punto di vista

20 anni in chiaroscuro
Nel 1991 a Salisburgo prendeva forma la Convenzione delle Alpi. E lo spazio alpino, da barriera fra Stati, si avviava a diventare cerniera di popoli. Oggi molto rimane ancora da realizzare e qualcosa va ripensato e rivisitato alla luce dei cambiamenti intervenuti o in corso.
di Annibale Salsa

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  • In primo piano

    Non proprio come Dumas
    A leggere oggi la Convenzione delle Alpi si resta colpiti dalla modernità delle analisi e dall’attualità dei suggerimenti operativi, anche se naturalmente qualche correzione è possibile. Ma non sostanziale, non decisiva. L’impianto regge e, almeno per quanto riguarda l’Italia, ultima della classe, molte delle linee guida appaiono ancora profetiche rispetto alle scelte politiche realmente operate tra il 1991 e il 2011.
    di Enrico Camanni

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  • Vicino e lontano

    Passato, Presente e Futuro della Convenzione delle Alpi
    Difficoltà politiche nel promuovere l’appropriazione da parte del territorio e nascita di svariate “reti” della società civile per attuare la Convenzione delle Alpi. Queste le luci e le ombre dei vent’anni del Trattato, che resta l’unico strumento possibile perché un giorno le Terre Alte possano tornare a contare.
    di Marco Onida (Segretario generale della Convenzione delle Alpi)

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  • Eppur si muove: i progetti della Convenzione
    Eppur si muove, anche se in un contesto indubbiamente non facile. Ecco alcuni esempi dei progetti che mettono in luce l’importanza e la portata della cooperazione con altre istituzioni ed enti territoriali che sostengono le attività in seno alla Convenzione.
    di Marcella Morandini (Funzionario del Segretariato permanente della Convenzione delle Alpi)

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  • Agri-culture alpine
    Rispetto del delicato equilibrio tra un territorio e le sue tradizioni e adattamento al progresso. Perché numeri e fatturato non devono essere gli unici aspetti che contano nelle produzioni agricole di montagna. Questa la ricetta di Slowfood per l’agricoltura alpina.
    di Mauro Pizzato (Responsabile Ufficio associazione nazionale Slowfood)

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  • Muoversi nelle e attraverso le montagne

    Oggi sono ancora poche le concretizzazioni dell’auspicata politica dei trasporti sostenibile sulle Alpi. E per poterla promuovere al meglio l’Associazione Iniziativa delle Alpi (www.iniziativa-delle-alpi.ch) propone una tassa sul traffico pesante e una borsa dei transiti alpini.
    di Fabio Pedrina (Membro del Parlamento svizzero e Presidente dell’Associazione Iniziativa delle Alpi)

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  • Gli scenari del turismo alpino
    In vent’anni il turismo invernale ha registrato alcune riflessioni, mentre quello estivo una moderata ripresa. E anche se sono troppe le variabili per predire il futuro, la nuova sfida sarà valorizzare le Alpi come regione ad alta qualità ambientale e paesaggistica dalle molte sfaccettature. In grado di offrire valide alternative alla caotica città e all’affollato mare.
    di Fabrizio Bartaletti (Geografo, Università di Genova)

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  • Trasformazioni demografiche e culturali
    Quanto il mutamento demografico in atto in alcune parti delle Alpi si può tradurre anche in un mutamento culturale? Quanto i nuovi abitanti garantiranno la continuità culturale e quanto la popolazione “locale” promuoverà la discontinuità in cerca di
    innovazione e creatività?
    di Pier Paolo Viazzo

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  • Perché valorizzare le differenze culturali delle e nelle Alpi?
    Scrive l’antropologo francese Marc Augé: «L’uniformità è lo scotto che deve pagare la diversità quando è conosciuta superficialmente». E allora l’unico rimedio per sconfiggere le rappresentazioni, dure a morire, di una montagna etichettata come “museo ergologico”appare quello della conoscenza approfondita, che tenga conto contemporaneamente dei livelli micro e macro in cui le comunità alpine sono inserite.
    di Valentina Porcellana

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  • Cipra Italia

    Alleanza nelle Alpi: quelli che attuano la Convenzione
    Un’associazione di comuni di sette paesi alpini, i cui membri, assieme ai loro cittadini, da quasi 15 anni si impegnano nella realizzazione a livello comunale di una politica sostenibile in tutti i settori tematici della Convenzione delle Alpi. È “Alleanza nelle Alpi”, tentativo di risposta dal basso a un trattato calato dall’alto.
    di Francesco Pastorelli

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  • Konstruktif: premio per l’architettura sostenibile nelle Alpi
    Il premio Konstruktif per le costruzioni e le ristrutturazioni sostenibili è una delle più interessanti iniziative promosse nell’ambito della Convenzione delle Alpi sul tema dell’architettura alpina.
    Nel marzo scorso, alla presenza dei ministri dell’ambiente degli Stati membri, sono stati proclamati i progetti vincitori. Tra i progetti segnalati il recupero della borgata Paraloup di Rittana.
    di Roberto Dini e Mattia Giusiano

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  • Da leggere

    Marco Aime, Rubare l’erba. Con i pastori lungo i sentieri della transumanza, Ponte alle Grazie, Milano, pp. 115, 12 euro.
    Partivano. La gente di queste parti è sempre partita. Da questa borgata, da questa valle. […] Partivano perché ci sono terre dove vivere è un lusso che non ci si può concedere sempre. Non tutto l’anno. E allora si va, finché ci sono posti dove andare.

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  • Da vedere

    Le Maison de services francesi
    Facilitare l’accesso ai servizi nelle zone alpine. Questa la mission delle Case di servizi pubblici istituite dal Governo centrale francese nel 2007 all’interno delle zone rurali. Vallate alpine comprese. Che si spinge fino a offrire sostegno ai nuovi abitanti intenzionati a investire sul territorio.

  • Guarda la video intervista


  • Dall'associazione

    Torino 7 novembre 2011: happy birthday Convention!
    In occasione del ventesimo anniversario della firma della Convenzione delle Alpi, Dislivelli, Convenzione delle Alpi e DiTer organizzano un convegno a Torino. Per parlare del presente e del futuro della “carta costituzionale” alpina.

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  • Cordiali saluti (fino al mio prossimo ritorno da Bologna) ai lettori e collaboratori di AGNER E DINTORNI,
    LB

    --
    Luigi Bertuzzi
    Cell.: 333 5953550
    email: in fondo alla pagina WebCam di Voltago
    Skype: ellebertuzzi
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